Pausa the.
LA “CRISI” DELLA RICERCA ITALIANA
Ogni volta che nelle aule universitarie o in qualche convegno o seminario incrocio lo sguardo e gli occhi di un giovane ricarcatore, mi assale un profondo senso di rammarico che diventa ben presto vera e propria indignazione.
Ho sempre creduto che la ricerca scientifica rappresenti uno “strumento” civile e moderno per costruire e sperare in un futuro di sviluppo e di progresso, investendo nell’intelligenza e nel capitale umano di una nazione e di un popolo.
Oggi di fronte ai dati riportati da due riviste di scienza internazionali, “Nature” e Science”, ho ormai la consapevolezza del “dramma” in cui vive la ricerca italiana e del suo ormai costante stato di abbandono permanente.
Sono dure le critiche che arrivano dall’Inghilterra e dagli USA, che dimostrano come la cosiddetta “fuga dei cervelli” sia in aumento, divenendo sempre più una situazione tragica per i nostri studenti e ricercatori.
Tempo fa conobbi durante un convegno un ragazzo, forse appena trentenne, laureato in Ingegneria, mi disse che il giorno dopo sarebbe partito per uno stage negli USA. E la cosa che mi ha sorpreso fu la sua perentorietà: << Spero di rimanerci per sempre! >>.
Rimasi attonito, non seppi dire nulla.
Forse anch’io sono ormai in uno stato di rassegnazione.
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Roberto De Donno
Tagliare la pubblicità? E’ un errore
Autore: admin | 2 Luglio 2009
Chi ha ridotto gli investimenti in pubblicità all’inizio dell’anno ha fatturati in calo che hanno determinato ulteriori tagli dei budget in advertising. Le aziende invece che hanno confermato o aumentato gli investimenti ottengono buoni risultati.
Lo afferma Lorenzo Sassoli de Bianchi appena rieletto per un altro triennio alla presidenza UPA (Utenti della Pubblicità Associati).
Visualizza l’articolo di C.Plazzotta, Tagliare la pubblicità che errore, su “Italia Oggi” 2.07.09
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Unicredit e Pmi: credito, internazionalizzazione e innovazione
Autore: admin | 1 Luglio 2009
Le Pmi sono l’anello forte del sistema economico italiano, per la loro capacità di innovare, aggredire i mercati e restistere alla crisi, ma al contempo, si rivelano anche l’anello debole se si considerano le loro difficoltà nell’accesso al credito.
Per questo il Gruppo Unicredit investe nelle piccole e medie imprese concedendo 4,8 miliardi di nuovi finanziamenti a 80 mila imprese italiane, fra queste vi sono 19 aziende che hanno dimostrato grande capacità nell’ambito dell’internazionalizzazione, della qualità formativa e della costruzione di rete e network terriotoriali.
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Nuove strategie per i settori della moda e del lusso
Autore: danilo bombini | 30 Giugno 2009
Quest’oggi a Milano si sono riuniti i professionisti dei settori moda e lusso per confrontarsi sui «nuovi orizzonti del mercato del lusso». Un mercato che vale circa 180 miliardi di euro, ma previsto in calo del 10% quest’anno. E che sta soffrendo anche in Italia. Sono stati numerosi gli spunti di riflessione offerti dal Luxury Summit.
L’ottimismo ed il buonsenso hanno fatto da padroni. Beppe Angiolini, presidente della Camera italiana buyer, ha sottolineato che i buyer italiani «dovrebbero comprare più made in Italy e valutare più attentamente gli acquisti d’ora in poi». Loro Piana, titolare di un’azienda del settore tessile, ha affermato che «quando la crisi finirà non tornerà tutto come prima: il lusso non sarà più sinonimo di superfluo, ma di qualità». E così via… Vi invito a leggere l’articolo, l’ho trovato molto interessante e ricco di spunti su cui riflettere. Anche un settore come quello del lusso, in un momento del genere, si trova costretto a ridisegnare le proprie strategie e a puntare su nuovi segmenti-target (che fino a ieri erano considerati di 2a fascia) per cercare di non venire inghiottito dalla crisi.
Università LUM Jean Monnet, Casamassima (BA)
Marketing Territoriale
Danilo Giuseppe Bombini, d.bombini@alice.it
Prof. Roberto De Donno, dedonno@lum.it
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Emilia Romagna: Università culla delle aziende
Autore: admin | 30 Giugno 2009
Spin off universitari che mettono insieme il mondo della scienza e della conoscenza con quello industriale. Società che nascono come esperimento e poi si rivelano idee economiche azzeccate: dal settore della biologia a quello della ricerca applicata sino ad interventi socialmente rilevanti.
Tutte azioni e interventi che nascono dagli atenei dell’Emilia Romagna, che producono regolarmente società partecipate dalle università che si affermano poi sempre più sul mercato. Una grande esperienza che ha prodotto dal 1997 al 2007 ben 83 imprese con un fatturato di 17 milioni di euro.
Visualizza l’articolo di V.DelGiudice, Università culla delle aziende, su “Il Sole 24 Ore” 30.6.09
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