Riesi e lo spopolamento dei comuni d’Italia
La mia esperienza professionale e la mia curiosità culturale si sonosempre più spinte, negli ultimi anni, verso una ricerca e un’esplorazione dei comuni italiani, in particolare quelli con meno di 5000 abitanti, spesso ricchi di storia e di tradizione, com’anche di una civile quotidianità.
Importante è stata la collaborazione con studiosi e giornalisti, così come l’amicizia con Luigi Veronelli, che mi ha consentito di penetrare in un “mondo” spesso sconosciuto e inesplorato come quello delle produzioni territoriali.
E soprattutto l’apporto intellettuale di Veronelli mi ha fornito degli strumenti interpretativi per comprendere le dinamiche e le singole esperienze di vita quotidiana delle città, dei territori e dei comuni italiani.
Ma l’ultimo trentennio ha sancito un processo innarestabile, assai drammatico per le piccole comunità locali, ossia quello dello “spopolamento”.
Proprio su “Repubblica” di lunedì 24 agosto, leggo che Riesi, un comune di 12mila abitanti in provincia di Caltanissetta, è diventato il capoluogo italiano dell’emigrazione con una media di spopolamento annua tre volte più alta della media del Mezzogiorno. Ogni anno vanno via circa 100 persone.
Io l’ho vista Riesi, nella Sicilia centrale vicino alla valle del fiume Salso. Ho sentito l’estrazione del suo zolfo, ho assaporato e gustato i Maccarruna alla carrittera, la fuateddra, così come il torrone della festa della Madonna della Catena.
Vorrei che questa città e il suo territorio rimanessero ancora vivi.
Roberto De Donno
Categoria: Editoriali - Commenta »
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