Il Made in Italy è più di un tesoro
Autore: admin - I miei articoli - del: 3 ottobre 2009
Nel corso degli ultimi mesi sono emersi alcuni fattori importanti che imprimono fiducia al sistema economico e produttivo nazionale, in particolare per quel che concerne l’internazionalizzazione dei mercati e l’opportunità di valorizzare al meglio il “made in Italy”.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 28 settembre 2009
Categoria: I miei articoli - 5 Commenti »
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13 ottobre 2009 ore 15:43
penso che il made in italy ormai negli ultimi anni è scomparso…..un pò “grazie” alla globalizzazione dei mercati…. L’italia forse è stato l’unico Paese a non saper mantenere intatto il proprio marchio! Strategie di diversificazione e di innovazione potrebbero aiutare il Paese a riprendersi il proprio……
27 gennaio 2010 ore 11:16
IL MADE IN ITALY E’ PIU’ DI UN TESORO
Nell’immaginario collettivo di tutto il mondo esistono dei settori produttivi che sono strettamente legati al nostro paese: abiti, calzature, gioielli e beni di lusso, mobili, piastrelle in ceramica, e soprattutto beni alimentari che fanno parte della cosiddetta dieta mediterranea (pasta, vino, olio, parmigiano). Si tratta di beni che con i loro saldi sempre attivi hanno consentito lo sviluppo del nostro paese negli anni passati e stanno cercando di trainare l’Italia in questo momento di crisi.
Sono infatti questi i settori che stanno affrontando al meglio la sfida della internazionalizzazione: di fronte alla sfida dell’industrializzazione, della delocalizzazione delle grandi industrie verso i paesi con un più basso costo del lavoro, questi settori stanno reggendo per quanto riguarda le esportazioni, verso i nuovi mercati in crescita di domanda dell’Europa centrale, orientale e dell’Africa settentrionale. Sono soprattutto le aziende concentrate nei cosiddetti “distretti industriali”, che insieme fanno “sistema”, quelle che riescono a tenere il passo, con prodotti di qualità, design, innovazione, grazie ad una costante attività di ricerca e sviluppo.
D’altro canto, l’Unione Europea, soprattutto nel campo agroalimentare (per esempio per l’olio e per il vino) cerca di dare delle garanzie e tutelare questi prodotti, obbligando l’inserimento sull’etichetta del luogo di provenienza, valorizzando appunto nel nostro caso il prodotto “made in Italy”.
Il settore delle ceramiche, per esempio, ha avuto una forte domanda all’estero ed è accompagnato dalla scritta tricolore “made in Italy”, a garanzia di qualità. In questo campo si investe molto in ricerca e sviluppo, soprattutto al passo con le nuove prospettive del risparmio energetico.
Questi esempi devono invogliare anche le altre aziende italiane che hanno prodotti o servizi di qualità a seguire la strada dell’internazionalizzazione perché lì dove c’è qualità e innovazione allora ci sarà anche il successo.
Antonella Tondo
4 novembre 2011 ore 12:27
Purtroppo, con il fenonemo della globalizzazione il “Made in Italy” sta scomparendo sempre più, ed ormai la maggior parte delle aziende Italiane sta emigrando nei mercati emergenti come quello cinese, tutto a discapito non solo per noi giovani in cerca di un futuro, ma soprattutto per la qualità del prodotto finito che risulta essere realizzato con materiali scadenti che rovinano l’immagine del nostro paese nel mondo.
15 novembre 2011 ore 16:30
Purtroppo il made in italy sta scomparendo; La cina ormai ha preso piede soprattutto grazie ai suoi prezzi conocorrenziali, costi di produzione e di manodopera impossibili da poter essere paragonati a quelli italian. L’unica arma che ha l’italia e quindi le imprese italiane di sopperire a questa crisi è di investire sulla ricerca, sullo sviluppo di nuove tecnologie e quindi di innovare per entrare nei mercati in maniera decisiva e abbattere questa crisi.
19 dicembre 2011 ore 11:41
Per penetrare nei mercati internazionali ci vuole coraggio e una forte identità. Molto spesso le aziende italiane non hanno la cultura giusta, sufficientemente determinata per farsi conoscere da chi sta più lontano. Al contrario succede che importiamo prodotti esteri solo perchè il made in Italy non riesce ad affermarsi bene neanche sul nostro stesso territorio. Avviene la stessa cosa anche per quanto riguarda il turismo, credo che l’Italia non sappia valorizzare le bellezze artistiche e paesaggistiche di cui dispone . Ci vorrebbe una “iniezione” di tutto ciò che è racchiuso nel concetto di marketing fra coloro che governano, tanto nel pubblico quanto nel privato. Sono daccordo sulla necessità di avere un prodotto innovativo , autentico e di qualità ma a condurlo ci vuole l’intraprendenza della risorsa “uomo”.