I professionisti dell’allarmismo
Durante una serie di convegni e incontri, nell’ultimo anno, ho potuto constatare come l’attuale fase congiunturale sia vissuta da molti esperti, osservatori economici e opinion makers con “grande paura”, quasi fosse l’ultimo atto del capitalismo mondiale.
Poi uscendo da quelle sale e da quei luoghi, spesso stimolanti e ma anche deprimenti, incontro imprenditori e dirigenti aziendali che nonostante le difficoltà e i dubbi sul futuro, mi trasferiscono, con grande dignità, fiducia e speranza.
Credo che lo studio delle dinamiche economiche non vada mai sottovalutato, anzi deve essere sempre oggetto di attenta riflessione. Ma ciò che non sopporto (e su questo blog lo ripeto da tempo!) sono i professionisti del pessimismo, o meglio “i professionisti dell’allarmismo”.
Come ho già scritto e ripetuto è senza dubbio sensato avere delle proccupazioni o delle paure, ma un’iniezione di ottimismo è pur sempre un buon antidoto per qualsiasi superamento di fasi o periodi di crisi.
L’esempio di alcuni “casi di eccellenza” deve essere un modello di confronto: esperienze aziendali e imprenditoriali che superano e che restistono alla crisi mediante l’innovazione, la ricerca e l’export.
Gli ultimi dati della Commissione Europea dicono che il Sistema Italia regge il confronto internazionale e che il calo delle nostre aziende è inferiore alla media dell’Unione Europa.
Questo è un dato positivo. Questo è un risultato che va valorizzato.
L’Italia ha bisogno di fiducia e speranza, non di insicurezze e di paure.
I professionisti dell’allarmismo sono ancora in tempo per cambiare mestiere.
Roberto De Donno
Categoria: Editoriali - Commenta »
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