CLIMA: A COPENAGHEN PER LA SVOLTA
Il vertice che si apre stamane a Copenaghen rappresenta un appuntamento importantissimo per il futuro del clima mondiale, poichè sulle decisioni che saranno prese in questi 15 giorni di incontri si costruirà un nuovo assetto politico-programmatico internazionale.
Da oggi si riuniranno quindicimila persone in rappresentanza di 192 paesi, con 105 leader mondiali tra cui Barak Obama.
Tutto il mondo osserverà per due settimane i lavori nella capitale danese, con la speranza che vi sia una “svolta” radicale e decisiva su due temi: l’intesa sull’emissione dei gas serra e il nuovo rapporto tra i paesi ricchi ed i paesi poveri.
Ieri anche Papa Benedetto XIV al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, ha rivolto un appello ai paesi della Conferenza di Copenaghen sul clima perché si impegnino a promuovere << uno sviluppo solidale>>, con stili di vita << sobri e responsabili >> in particolare verso i poveri e le generazioni future.
Bisogna essere fiduciosi, anzi ottimisti.
E’ forse l’appuntamento più importante del XXI Secolo.
Roberto De Donno
Categoria: Editoriali - 1 Commento »
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7 dicembre 2009 ore 15:55
Caro Roberto,
il tuo ottimismo è quasi proverbiale. Purtroppo questa volta fatico a vedere un bicchiere pieno anche solo di un decimo
Ho seguito con grande interesse le settimane che hanno preceduto l’inizio dei lavori a Copenaghen, o come è stata ribattezzata HOPEnaghen…speranza appunto.
Ma di speranza il mondo oggi ha poco bisogno. Bisogna vedere ai fatti concreti. E concretamente non si può non osservare come tutto sia contro- tendente al vertice. I nostri rappresentanti si presenteranno a quella riunione dopo aver approvato una legge vergognosa (la privatizzazione delle risorse idriche). Tutti i paesi presenti, mentre presenziano, stanno facendo la conta dei disastri ambientali e i dissesti idrogeologici. La nostra regione è prima in Europa per produzione di diossina, le donne portano nel latte materno il segno di uno sviluppo avvelenato e… tanto altro che non basterebbe un blog per raccontare…
Il punto è che chi oggi è delegato a difendere il mondo è il primo responsabile del disastro. Tutti nessuno escluso!
Non saranno loro a trasformare Copenaghen nella città di Hopenaghen.
Copenaghen è un posto meraviglioso. La sirenetta nell’acqua realizzava i suoi sogni d’amore. Oggi noi rischiamo di far annegare l’amore in quell’acqua!
Non sarà Obama a darci speranza, ben che meno i ministri indiani o brasiliani, SIAMO NOI la speranza!
Speranza di opporsi a chi svende le nostre coste, a chi ruba il paesaggio, a chi fa dell’acqua un privilegio. saremo noi a dare speranza a questo mondo se da domani smetteremo di delegare decisioni, prese di posizione, atteggiamenti ad altri.
A Hopenaghen devono essere invitati tutti non solo i capi. Da fuori ci guarderanno e se non sono completamente instupiditi forse si vergogneranno!