Marketing aggressivo per i negozi di avvocati
Li conosciamo da un paio d’anni, sono stati definiti come un caso di studi low cost: sono i negozi del diritto. Da allora in Italia ne sorti diversi, a partire dal famoso “Alt” – assistenza legale per tutti -, seguito dalla “Casa del diritto“, dal “Negozio giuridico” e ancora ”Il parere“. Tutti hanno in comune la semplicità di accesso, un arredamento easy e moderno, ampie vetrine al piano terra, disponibilità immediata degli avvocati e prezzi bassi o nulli sulla consulenza iniziale.
Oltre all’affermarsi delle società di marketing e consulenza per gli studi professionali, che supportano avvocati e commercialisti nella definizione del posizionamento di mercato del proprio studio, l’avventura dei negozi legali ha da qualche tempo catturato l’attenzione di utenti, media, ma anche di centinaia di avvocati in cerca di lavoro. Tuttavia, non sono state risparmiate aspre critiche da parte dei sostenitori accaniti della tradizionalità. Tra questi, infatti, l’Ordine degli Avvocati di Brescia ha censurato i promotori di Alt e l’Antitrust vi ha aperto un’istruttoria, ancora non conclusa, su un’ipotetica intesa restrittiva della concorrenza.
La vicenda è alquanto cotroversa: da una parte l’antica tradizione forense, l’adeguatezza del rapporto qualità/prezzo, la “persuasione occulta”, ma dall’altra l’innovazione, il cambiamento continuo, la necessità di adeguamento al mercato e l’impossibilità di sopravvivere alla crisi come conseguenza della troppa rigidità.
Categoria: Marketing degli studi professionali, Primo piano - Commenta »
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