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IL NORD SI MUOVE, IL SUD?

Autore: admin - Editoriali - del: 12 aprile 2010

drroberto01.jpgPer anni abbiamo ammirato il dinamismo del Nord-Est, la vivacità produttiva e economica di questa parte d’Italia. E ancora oggi alcune tra le esperienze imprenditoriali più interessanti vengono dall’area del Triveneto. Spesso le cito nei miei interventi all’università, nelle mie relazioni ai seminari com’anche nei vari dibattiti in gito per il paese.

E’ notizia di questi ultimi giorni, che i sindaci del nord, o meglio quelli politicamente legati alla Lega, a torto o a ragione, si sono mobilitati contro il “Patto di Stabilità” che strangola, a loro avviso, i comuni italiani.

Una prostesta forte e decisa, che mostra la capacità di attivismo degli amministratori settentrionali, attenti al territorio, ludici nelle richiesta a favore della propria cittadinanza e orgogliosi di schierarsi dalla parte della popolazione che amministrano.

Il Nord si muove. Il Sud?

Il Sud, invece, come spesso accade, nonostante le sue innumerevoli energie e intelligenze, sembra stanco e addormentato. Non si mobilita, nemmeno quando crolla un ponte o quando una strada rischia vent’anni di cantiere permanente, o quando ancora un imprevisto amministrativo blocca l’intero iter di costruzione di un’infrastruttura.

E’ inutile ripetere l’elenco delle cose o la lista della spesa, esiste un problema che va affrontato: l’immobilità del Mezzogiorno e della sua classe dirigente politica, economica e imprenditoriale.

Forse qualche eccezione c’è, ma, anche qui, è inutile fare nomi o cognomi.

Abbiamo bisogno di un maggiore senso di apparteneza alla nostra terra.

E forse anche di un pò più di orgoglio.

Roberto De Donno

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Categoria: Editoriali - 4 Commenti »


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4 Risposte a: “IL NORD SI MUOVE, IL SUD?”

  1. ROBERTA scrive:
    12 aprile 2010 ore 16:21

    …serve CONSAPEVOLEZZA di quello che siamo!!!!…quello che in questo momento non c’è…fa comodo a pochi…ma rende infelici tanti….lo dobbiamo a noi stessi e alle generazioni che verranno…è necessaria una “primavera” del popolo del Sud ormai da troppo tempo chiuso nel suo letargo fatto di sogni sterili o rinchiusi nel cuore di chi da solo non è più in grado di dargli voce…è necessario riscoprire la nostra IDENTITA’…non cerchiamo paragoni con il nord, nè giustificazioni…nè altre scuse…

  2. Stefano scrive:
    13 aprile 2010 ore 11:55

    E già…orgoglio, dignità e saper fare le cose insieme. Saper condividere progetti comuni. Fare “lobby”, come dicono al Nord, per obiettivi collettivi e pubblici. Ecco le incapacità che ci rendono schiavi e terra di conquista.
    Spero che queste Unioni di Comuni, Aree Vaste, Pit, Pis, Gal e chi più ne ha più ne metta, possano essere occasione per favorire queste dinamiche oltre che ad altro…

  3. Lara Carrozzo scrive:
    30 maggio 2010 ore 12:55

    Nel passato il Sud è stato il crocevia delle culture, degli scambi commerciali, una terra amata per la sua bellezza intrinseca e d estrinseca. Ad oggi l’estetica del Sud è stata salvaguardata, ma temo che si sia persa nel tempo la responsabilità di dare una svolta. La chiusura ha predominato soprattutto nella crescita esponenziale del potere, del benessere. Nel tempo la rete politico-imprenditoriale si è ridotta, le maglie di questa rete si sono ristrette sempre di più e qualcuno è rimasto incastrato. Si sà, quando si rimane incastrati si rischia di essere facilmente mangiati e se in più il Sud non ha dalla sua la posizione geografica dobbiamo realmente cominciare a farci una serie di conti sul lassismo, la staticità e il dire:”Sì, tanto, ci penserò domani”. Cari amici del Sud…non possiamo rimandare a domani ciò che si può fare oggi.

  4. Annamaria Monopoli scrive:
    22 novembre 2010 ore 18:25

    E’ “umiliante” leggere ancora oggi che, esistono queste forti disugualianze tra Nord e Sud. La cosa piu’ grave, sta nel fatto che è tutto vero. Dobbiamo farci forza e non adagiarci e cercare di trovare, una volta per tutte, una nostra identità, una nostra posizione.

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