COMPRAMI!
Le mete turistiche sono prodotti come gli altri. Fabbricati ad arte per attrarre clienti, molti paesi hanno elaborato strategie per essere vincenti. L’Italia? No.
Un gamberetto, un barbecue sull’Oceano, e un attore sconosciuto. Mescolando queste tre banalità in uno spot per le televisioni americane nel 1984 l’Australia riuscì a fare quello che mai prima era riuscito a una destinazione turistica: diventare la settima meta preferita dai turisti americani (prima non entrava neanche nelle prime 50) e raddoppiare in due anni il numero d turisti a stelle e strisce. Più tardi l’attore (Paul Hogan) sarebbe diventato famoso come interprete di Mr Crocodile Dundee, ma all’epoca era un signor nessuno in una pubblicità non indimenticabile. Per quasi 25 anni l’Australia ha vissuto di rendita sul ricordo di quella campagna, e quando ha deciso di riprovarci con uno spot che avrebbe dovuto far rimpiangere Mr Hogan, ha completamente sbagliato bersaglio: ritirato dal mercato inglese, lo spot la fatto crollare anche gli arrivi dei giapponesi.
Basta una campagna tv a mettere in crisi una località turistica? La risposta è si. Lo sanno bene gli operatori turistici del Napoletano, affossati dalle immagini della spazzatura pubblicate dai giornali di tutto il mondo. Perché il turismo è un’industria a tutti gli effetti (in Italia vale circa il 10% de Pi), che “vende” un prodotto e che deve avere un brand, un marchio riconoscibile e ben identificabile dal cliente, che associa a questo marchio una serie di esperienze gratificanti. Dovrebbe avere anche una strategie a lungo termine, e in effetti tutti i Paesi europei hanno un piano di sviluppo per vendere il proprio “prodotto Paese” per prossimi dieci anni. Tutti, ma non l’Italia, dove la competenza per il turismo e delle regioni e dove non si è mai riusciti a presentare un’immagine e una strategia unitarie. Basti pensare che non c’è neppure un sito dove un turista straniero possa trovare le informazioni di base per una vacanza in Italia (digitate Italia in un qualsiasi motore di ricerca e state a vedere cosa appare, Poi fate lo stesso con Spagna o Germania, ad esempio). Un limite non da poco, se si considera che ormai passa dalla rete (o dalle compagnie aeree low cost) la stragrande maggioranza delle prenotazioni di vacanze.
A differenza della pasta, del dentifricio o di un’auto, le località turistiche hanno una reputazione molto condizionabile da eventi esterni. Basta una stagione meteorologicamente infausta, un evento negativo (ricordate la crisi delle alghe nell’Adriatico?), un testimonia sbagliato, e il lavoro di anni va in fumo. “Il turismo deve vendere un sogno, il sogno della vacanza come il cliente l’ha immaginata per un anno intero“.
Visualizza l’articolo completo di Daniela Fabbri “Comprami” su www.ferpi.it
Categoria: Marketing territoriale - 6 Commenti »
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6 settembre 2010 ore 19:42
il problema è noto agli operatori del settore (ho lavorato per 6 anni in un villaggio turistico), ma i pugliesi non riescono a mettersi in rete e fare lobby come i romagnoli (che hanno reagito come carrarmati alla diffusione delle notizie sulle alghe). c’è poca stima da parte loro per i politici locali, che giudicano incompetenti in materia e hanno difficoltà a fidarsi di ciò che propongono poichè ritengono che si riempiano la bocca con parole di cui non conoscono il significato. quanto ai politici sembra che abbiano, al contrario, un’enorme stima di sè e mal tollerinino qualsiasi interferenza con le loro linee di azione, da qualunque parte vengano….. se si riescono a superare queste incomprensioni, si può fare molta strada… servono mediatori…
7 settembre 2010 ore 19:42
Non voglio pensare che l’Italia arrivi sempre per ultima…non voglio credere che un turista non venga nella Nostra penisola per un sacchetto di troppo!L’Italia è 10, 100, 1000, Italia messe insieme…e non basta un “clik” del mouse per risolvere i nostri problemi!!!Ma è anche vero che biogna essere al passo con i tempi per non restare “fuori dal giro” e allora ben vengano i siti di promozione turistica e poter gridare CON il mondo intero:WE LOVE ITALY!!
13 settembre 2010 ore 18:33
Cara Italia e quando ti svegli…
anche TU come Germania e Spagna…hai tutte e per poterlo fare
irene chilla
18 novembre 2010 ore 19:18
Da cittadina italiana, non è bello sentirsi tra gli ultimi posti nella maggior parte delle classifice… Così come non è bello pensare che l’Italia è un paese davvero straordinario da visitare (si pensi al mare d’estate, all’arte, alla cucina italiana), ma gli italiani non lo sanno valorizzare!!!
20 novembre 2010 ore 23:11
Non è possibile, da italiana, pensare che l’Italia arrivi sempre tra gli ultimi posti nella maggior parte delle classifiche, soprattutto quando si parla di turismo. L’Italia è una nazione bellissima, ci sono posti stupendi da visitare; come al solito, non riusciamo a valorizzare quello che abbiamo, non riusciamo a presentare i nostri posti, la nostra nazione come meta ideale, come una destinazione turistica.
22 novembre 2010 ore 18:52
Come dire..il motore di una ferrari in una minicar..Parliamo dell’Italia, come spesso accade, sinonimo di superficalità e scarsa applicazione. Siamo dietro di 50 anni.