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Imprenditori in Cina: italiani, credeteci, il futuro è qui

Autore: admin - Primo piano - del: 28 novembre 2010

Imprenditori in Cina: italiani,credeteci, il futuro è qui La parola d’ordine lanciata dal comitato centrale del Partito comunista, riunito in seduta plenaria nello smisurato Palazzo del popolo di piazza Tien Anmen, è chiara: nei prossimi anni l’economia cinese dovrà essere sostenuta dall’espansione del mercato interno, dallo sviluppo delle nuove tecnologie e dal potenziamento dei servizi. La Cina paradiso della delocalizzazione e della manodopera a basso costo si avvia al tramonto. E migliaia di aziende straniere dovranno rifare i conti, adattando le proprie strategie al nuovo corso.

In fretta, perché la riconversione industriale del colosso asiatico è già in atto, a ritmi vertiginosi.È un messaggio che il presidente Giorgio Napolitano, in visita in Cina, si è sentito ripetere a ogni incontro ufficiale. E che gli imprenditori italiani sono in grado di vantaggio: «Le nostre aziende hanno sofferto meno delle altre la crisi» dice a Panorama il direttore dell’Ice Antonino Laspina «perché i loro prodotti sono rivolti alle fasce medio-alte della popolazione. Un bacino di oltre 300 milioni di consumatori in costante crescita. Negli ultimi 8 mesi le esportazioni italiane sono aumentate del 28 per cento e l’interscambio, dopo il calo del 2009, è salito del 34 per cento nel primo quadrimestre di quest’anno».

A fare da traino sono settori tradizionali del made in Italy: macchinari di precisione, semilavorati, robotica, beni di lusso, abbigliamento, design, alimentari. «In Italia c’è ancora chi teme la Cina, sono in pochi a conoscerla» continua Laspina. «E la piccola dimensione delle nostre aziende non ci favorisce.

Per visualizzare l’articolo completo : http://blog.panorama.it/economia/2010/11/03/imprenditori-in-cina-italiani-credeteci-il-futuro-e-qui/

Università Lum Jea Monnet

Corso di Marketing Internazionali

Mariangela Carelli marybez@hotmail.it

Roberto De Donno : roberto@dedonno.net

Categoria: Primo piano - 7 Commenti »


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7 Risposte a: “Imprenditori in Cina: italiani, credeteci, il futuro è qui”

  1. Lorenzo Rescina scrive:
    29 novembre 2010 ore 03:17

    Sarà vero come dicono i politici che l’Italia ha subito meno degli altri gli effetti devastanti della crisi finanziaria, tuttavia, c’è da dire che è il Paese più lento ad affrontare investimenti e cambiamenti. Ed in tal modo rischia di perdere quel “vantaggio” raggiunto nel periodo di crisi quale quella attuale.
    Il mondo ormai è globalizzato. Il mercato sta diventando unico, questo vuol dire che ci sarà sicuramente qualcuno che potrà produrre a costi più bassi dei nostri. E allora innoviamo..e rinnoviamo questo Paese legato a leggi e regole ormai vetuste.

  2. Mariangela Carelli scrive:
    29 novembre 2010 ore 11:31

    Il mercato cinese sta crescendo rapidamente, possiamo definirli leader nel mercato per la vendita di prodotti a basso costo, grazie al basso prezzo della manodopera.. Ormai l ‘unica forma di “sopravvivenza” a questa forma di espansione del mercato cinese la si puo riscontrare nei beni di lusso, quel segmento di prodotto rivolto ad una clientela medio- alta.

  3. Giovanni Valentino scrive:
    29 novembre 2010 ore 11:58

    Il mercato cinese continua a crescere, la crisi sembrerebbe essere nella sua fase “decadente”, la Cina si appresta a “regolarizzarsi”…e noi italiani? Saremo capaci di cogliere le occasioni che ci si presenteranno, oppure guarderemo per l’ennesima volta gli altri Paesi crescere come soggetti estranei? E’ necessario adeguare il “paese strutturale” al contesto economico futuro che si delinea.

  4. admin scrive:
    29 novembre 2010 ore 12:32

    In Italia c’è molta contraddizione. C’è chi dice che la situazione economica è pessima, c’è chi dice che le aziende italiane non hanno risentito molto della crisi… A chi bisogna credere??? Che la Cina abbia preso il soprevvento lo si sapeva già, ma l’Italia che ruolo riveste in tutto ciò??

  5. Milena Mastropierro scrive:
    29 novembre 2010 ore 15:25

    Bisogna credere nel made in Italy e sostenere lo sviluppo dei nostri marchi all’estero. Se pur i costi di produzione sono decisamente più competitivi in mercati cinesi, noi dobbiamo sfruttare un valore che ci differenzia da questi, quale la forza del brand “Made in Italy” che in tutto il mondo è sempre più ricercato, in quanto associato a qualità ed efficienza.

  6. Mariadelia Logrieco scrive:
    29 novembre 2010 ore 20:17

    E’ un dato certo che il successo del Made in China si basa esclusivamente sulla esiguità del prezzo dei prodotti. Con questo prezzo i prodotti Made in China, diventano spesso richiamo per il consumatore (e il prezzo si sa, è l’unica caratteristica tangibile all’occhio di un ingenuo consumatore).
    Purtroppo è un dato di fatto, ci sono tantissime aziende italiane che, al fine di risparmiare sulla lavorazione del prodotto, declinano alla qualità e alla sicurezza della merce.
    Dovremmo puntare sempre di più sui nostri prodotti Made in Italy!

  7. A.Padolecchia scrive:
    30 novembre 2010 ore 12:16

    Dai manuali di macroeconomia risulta evidente che il boom economico cinese fà riferimento a un segmento specifico della domanda che può tramontare dal momento in cui una concorrenza attacchi tale porzione di mercato. Come dire, è facile piantare su un campo pessimo ma il difficile è mantenere quel campo fiorito nel tempo. Il tempo darà ragione o agli integrati o agli apocalittici.

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