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Se la Cina implodesse

Autore: admin - Marketing internazionale, Primo piano - del: 11 dicembre 2010

Il discorso è semplice. In questi ultimi dieci anni i mercati finanziari hanno lanciato pericolose bolle che, nel loro momento migliore, venivano spacciate come investimenti solidissimi. Salvo poi crollare, travolgendo tutti. E’ accaduto a suo tempo con le azioni “dot com”, ovvero i titoli legati a Internet; e’ accaduto con il settore immobiliare, che a un certo punto era diventato una sorta di bancomat che regalava soldi a non finire. Oggi dicono che l’espansione cinese sia inarrestabile, infinita, un investimento con i fiocchi. Esattamente quello che veniva detto di tutte le precedenti bolle, almeno fino a quando non esplodevano.

I TIMORI DI JAMES CHANOS – E’ il timore che ha espresso qualche settimana fa James Chanos ( famoso per avere intuito prima di tutti come sarebbe andata alla Enron), durante una intervista al notissimo talk show di Charlie Rose, di Bloomberg Tv e rilanciato dalla rete pubblica statunitense PbsChanos ha detto che Pechino si trova su un tapis roulant che punta dritto all’inferno, un po’ sul modello di quanto accadde negli Anni 80 al Giappone, che si trovo’ incastrato in una crisi del settore immobiliare che pago’ molto a lungo (e forse sta ancora pagando). Proprio le case, dice Chanos, rischiano di essere la porta dell’inferno finanziario cinese. Sono i dati ufficiali cinesi a lasciare inquieti.

I cinesi stanno comprando a piene mani case su cui sperano di speculare. Non hanno molte alternative di investimento. Il deposito bancario offre un rendimento negativo, considerato al netto dell’inflazione. Il mercato azionario di Shanghai e’ sempre molto volatile, gli investimenti all’estero sono limitatissimi dal governo. Allora rimangono le case, che per il risparmiatore cinese sono come l’oro, le azioni o i titoli di stato. E da cinque anni si sono riversati in massa sul settore immobiliare, spesso comprando piu’ di un appartamento. 

Visulizza l’articolo completo su Mercato Globale.it

Università “LUM” Jean Monnet

International Marketing

Antonello Padolecchia antonello_padolecchia@hotmail.it

Roberto De Donno roberto@dedonno.it

Categoria: Marketing internazionale, Primo piano - 1 Commento »


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Una risposta a: “Se la Cina implodesse”

  1. Giovanni Valentino scrive:
    11 dicembre 2010 ore 16:25

    I presupposti ci sono tutti…Tuttavia credo che chi sia nella posizione di poter effettuare qualcosa,sia il governo cinese,aprendo la frontiera degli investimenti interni.In caso contrario la crisi sarà inevitabile poichè la “casa” è l’unico investimento certo.

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