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L’ABBIGLIAMENTO DEL FUTURO ALL’INSEGNA DELL’ECOSOSTENIBILITA’

Autore: admin - Primo piano - del: 14 aprile 2012

Ideati dalla stilista londinese Helen Storey e dal professor Anthony Ryan dell’Università di Sheffield (UK), i vestiti ecosostenibili promettono di contribuire a purificare l’aria circostante dagli agenti inquinanti. Questi abiti  catalitici sono stati presentati al Festival della Scienza di Edimburgo (Scozia).

I tessuti saranno ricoperti di nanoparticelle di biossido di titanio, che funzioneranno da fotocatalizzatori: in presenza di luce e ossigeno, accelereranno le reazioni chimiche che permettono la scomposizione degli agenti inquinanti presenti nell’atmosfera in sottoprodotti non nocivi, lavabili con la pioggia. Secondo i suoi creatori, un metro quadrato di tessuto catalitico tenuto in movimento (cioè indossato regolarmente) è in grado di scindere e togliere di mezzo 0,5 grammi di ossidi di azoto al giorno.

Ma i capi antismog non sono l’unico esempio di abbigliamento amico dell’ambiente. Una delle ultime frontiere della moda sostenibile prevede lo studio di vestiti biodegradabili: realizzati, cioè, con fibre vegetali compostabili, che con il tempo si possano dissolvere nel terreno senza lasciare tracce inquinanti dietro di sé.

Tutto italiano è invece il progetto Wear&Toss, per T-shirt usa e getta riciclabili proprio come giornali di carta. Interamente in fibre vegetali come quelle ricavate dalla cellulosa e dal mais, le magliette si potranno gettare nel bidone bianco proprio come i quotidiani e, se i suoi ideatori (tra cui il designer veneto Filippo De Martin) troveranno investitori, saranno acquistabili a 1,99 euro.

Tra i materiali di recupero che potremo un giorno indossare ce ne è uno particolarmente insolito: le fibre di latte. La designer tedesca Anke Domaske ha creato un’intera collezione di abiti riscaldando, inacidendo e lavorando proteine di latte scartato dalla produzione casearia industriale, latte che altrimenti sarebbe stato gettato. Il tessuto ricavato è morbido e decisamente economico, senza contare che per la sua creazione non vengono utilizzate inutilmente fibre vegetali o filati animali. 

Leggi l’articolo completo su: http://www.focus.it/ambiente/ecologia/gli-abiti-che-fanno-bene-bene-all-ambiente_C12.aspx

Daniela D’aprile      daniela.daprile@libero.it

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