DOBBIAMO VOLER BENE AL TERRITORIO
Me la ricordo bene la scritta all’entrata della città: San Frareau, ovvero San Fratello in gallo-siculo, in provincia in Messina, nel Parco dei Nebrodi, nella Sicilia settentrionale. E ricordo benissimo il borgo antico, il Santuario di San Benedetto il Moro e le sue strade, piccole e grandi, che in modo verticale estendono la città fino al Monte Soro.
Un centro antico, racchiuso tra i torrenti Inganno e Furiano, che è oggi ormai una “citta fantasma”, evacuta e minacciata dalla frana della collina che da secoli sovrasta il borgo.
Come è già successo nello scorso ottobre per Giampilieri, altro centro messinese, San Fratello vive oggi una situazione drammatica e gravissima, che pone intorrogativi seri sul ruolo e sul controllo dell’intero assetto idrogeologico del territorio, sulla cura e sulla tutela del paesaggio e dell’ambiente, così come della funzione dell’urbanistica.
Tener conto tutti questi aspetti è un dovere civico verso l’uomo e la terra, ma anche verso la storia, che da quei luoghi è passata e ne ha modellato il costume, la tradizione e la lingua.
Vorrei un giorno tornare a San Fratello, anzi a San Frareau, è passaggiare fra le sue vie e soffermarmi ancora nella sua piazza, poter vedere i riti della Settimana Santa, come la Festa dei Giudei, oppure poter rivedre correre fra le campagne, allo stato brado, il Cavallo Sanfratellano, bello e elegante, nei colori e nei movimenti.
Dobbiamo voler bene al territorio.
Dobbiamo amare e rispettare la terra.
Un paese, una storia, una vita non possono essere cancellate da una frana.
Roberto De Donno









