UN TALENTO CHE SOGNA L’ESTERO
in questi ultimi mesi ho vissuto e superato “finalmente” una mia Crisi ed ecco che ricomincio con i miei editoriali!
Da anni leggo e rileggo che l’Italia è un paese che più di altri vive costantemente la “fuga dei cervelli”. Anche io a dire la verità ho scritto sulla questione. Ma la cosa che sicuramente mi rende polemico e critico più di altri è l’immobilismo delle classi dirigenti di fronte a un problema oramai di proporzioni drammatiche.
In questi giorni la classifica stilata dalla “Virtual Italian Academy”, una delle due associazioni di accademici espatriati, valuta la performance di 400 ricercatori italiani e registra come più del 50% dei talenti opera all’estero.
Un dato che “fotografa” la reale situazione del Bel Paese caratterizzata drammaticamente da un’emigrazione intellettuale di giovani talenti che fuggono all’estero per continuare a esercitare la propria professione, perché scoraggiati dalle università e dai centri di ricerca italiani.
Durante le mie lezioni incontro studenti brillanti ancorati al sogno di un futuro negli USA o in Inghilterra in qualche Business School rinomata: Harvard, Colombia o London.
Tanti talenti che emigrano e tanti altri che sognano di emigrare.
Io soffro per questa situazione. E penso ai miei figli.
Qual è l’Italia che lascio a loro? Quella del talento che sogna di “scappare” all’estero.
Roberto De Donno










