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Elenco articoli caregoria: Editoriali

UN TALENTO CHE SOGNA L’ESTERO

Autore: admin - del: 2 settembre 2010

Caro Amico, Cara Amica,

in questi ultimi mesi  ho vissuto e  superato “finalmente” una mia Crisi ed ecco che ricomincio con i miei editoriali! 

Da anni leggo e rileggo che l’Italia è un paese che più di altri vive costantemente la “fuga dei cervelli”. Anche io a dire la verità ho scritto sulla questione. Ma la cosa che sicuramente mi rende polemico e critico più di altri è l’immobilismo delle classi dirigenti di fronte a un problema oramai di proporzioni drammatiche.

In questi giorni la classifica stilata dalla “Virtual Italian Academy”, una delle due associazioni di accademici espatriati, valuta la performance di 400 ricercatori italiani e registra come più del 50% dei talenti opera all’estero.

Un dato che “fotografa” la reale situazione del Bel Paese caratterizzata drammaticamente da un’emigrazione intellettuale di giovani talenti che fuggono all’estero per continuare a esercitare la propria professione, perché scoraggiati dalle università e dai centri di ricerca italiani.

Durante le mie lezioni incontro studenti brillanti ancorati al sogno di un futuro negli USA o in Inghilterra in qualche Business School rinomata: Harvard, Colombia o London.

Tanti talenti che emigrano e tanti altri che sognano di emigrare

Io soffro per questa situazione. E penso ai miei figli.

Qual è l’Italia che lascio a loro? Quella del talento che sogna di “scappare” all’estero.

 Roberto De Donno

 

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L’AQUILA, UN ANNO DOPO

Autore: admin - del: 5 aprile 2010

drroberto10.jpgEra la notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, alle 3.32, esattamente un anno fa. Un sisma devastante che ha interrotto la vita e il tempo di migliaia di persone, devastando città, paesi, comuni e piccoli borghi. Un terremoto che ha causato la morte di 308 persone, di 1600 feriti e 65000 sfollati. Una tragedia immane.

Ricordo bene la mattina di un anno fa. Appresi la notizia prestissimo, verso le 6, alla radio. Vidi le prime immagini del centro dell’Aquila: il crollo del Palazzo della Prefettura e della cupola della Chiesa delle Anime Sante rappresentavano il simbolo della catastrofe di una comunità.

Ma il dolore più forte, l’ho sentito quando scorrevano le prime notizie del crollo di una parte della Casa dello studente. Tanti giovani, non solo abruzzesi, ma anche pugliesi, molisani, laziali venivano colpiti e travolti dalla morte. Un lutto che prendeva forma e che colpiva interamente tutta la nazione, senza nessuna distinzione. 

Così come la “macchina” della solidarietà che immediatamente si mise in moto mostrando il valore di un popolo civile e solidale.

Io voglio raccontare ai miei figli anche questa piccola storia del sisma abruzzese.

Una storia piccola, ma bella. Fatta di persone, di solidarietà e di amore.

Roberto De Donno

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DOBBIAMO VOLER BENE AL TERRITORIO

Autore: admin - del: 15 febbraio 2010

drroberto10.jpgMe la ricordo bene la scritta all’entrata della città: San Frareau, ovvero San Fratello in gallo-siculo, in provincia in Messina, nel Parco dei Nebrodi, nella Sicilia settentrionale. E ricordo benissimo il borgo antico, il Santuario di San Benedetto il Moro e le sue strade, piccole e grandi, che in modo verticale estendono la città fino al Monte Soro.

Un centro antico, racchiuso tra i torrenti Inganno e Furiano, che è oggi ormai una “citta fantasma”, evacuta e minacciata dalla frana della collina che da secoli sovrasta il borgo.

Come è già successo nello scorso ottobre per Giampilieri, altro centro messinese, San Fratello vive oggi una situazione drammatica e gravissima, che pone intorrogativi seri sul ruolo e sul controllo dell’intero assetto idrogeologico del territorio, sulla cura e sulla tutela del paesaggio e dell’ambiente, così come della funzione dell’urbanistica.

Tener conto tutti questi aspetti è un dovere civico verso l’uomo e la terra, ma anche verso la storia, che da quei luoghi è passata e ne ha modellato il costume, la tradizione e la lingua.

Vorrei un giorno tornare a San Fratello, anzi a San Frareau, è passaggiare fra le sue vie e soffermarmi ancora nella sua piazza, poter vedere i riti della Settimana Santa, come la Festa dei Giudei, oppure poter rivedre correre fra le campagne, allo stato brado, il Cavallo Sanfratellano, bello e elegante, nei colori e nei movimenti.

Dobbiamo voler bene al territorio.

Dobbiamo amare e rispettare la terra.

Un paese, una storia, una vita non possono essere cancellate da una frana.

Roberto De Donno

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Puglia, serve più marketing

Autore: admin - del: 18 settembre 2009

Negli ultimi anni si è assistito ha un recupero e una valorizzazione delle aree del centro storico, del patrimonio artistico-culturale e delle produzioni tipiche, che hanno dato vita ad una nuova sensibilità verso il territorio, la città, l’arte e le tradizioni locali.Ha preso cioè corpo la strategia del cosiddetto marketing territoriale.

Scarica l’articolo

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 17 Settembre 2009

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