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Elenco articoli caregoria: Editoriali

Il ricordo di Veronelli

Autore: admin - del: 23 novembre 2009

luigi-veronelli.jpgLa prima volta che ho incontrato Luigi Veronelli è stato nel 2002 a Lecce, durante la presentazione delle Denominazioni Comunali presso il Palazzo Municipale.

Ricordo ancora il silenzio dell’aula.

Una sala consigliare gremita di ospiti e di gente comune che ascoltava parola dopo parola il “maestro”, quasi fosse incantata e ipnotizzata dal suo discorso sulle produzioni territoriali, sul valore di manufatto agricolo e artigianale, sull’importanza della certificazione De.Co.

Sì proprio le De.Co., la sua straordinaria idea.

Ricordo, come se fosse oggi, i colloqui con lui a Bergamo, nella sua casa. La passione e l’eleganza delle sue forti e radicate convinzioni, com’anche l’impeto dei suoi racconti sui prodotti della terra, sulle storie di contadini e di vecchi amici vignaioli.

Mi ha trasferito una grande forza: l’amore per il suo progetto, le Denominazioni Comunali.

Ti ricordo spesso quando leggo un tuo articolo, un tuo saggio o un tuo libro.

Ti penso spesso in queste giornate autunnali e fredde.

Era il 29 novembre del 2004 quando ci hai lasciati.

Ciao Gino!

Roberto De Donno

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A Verona Roberto De Donno presenta le De.Co

Autore: admin - del: 14 ottobre 2009

copertina-grande.jpgGiovedì 15 ottobre alle ore 15,30 presso la Sala Arazzi del Palazzo Barbieri in Piazza Bra a Verona, Roberto De Donno presenta il suo libro De.Co. Denominazioni Comunali. Sviluppo locale e Strumenti di Marketing Territoriale” edito da Veronelli Editore.

Partecipano: Pieralfonso Fratta Pasini, Presidente del Consiglio Comunale di Verona, Enrico Corsi, Assessore Attività Economiche-Mobilità-Viabilità, Erminia Perbellini, Assessore alla Cultura-Turismo-Manifestazioni e Tradizioni veronesi, Lucia Cametti, Presidente Commissione Cultura, Giorgio Cocco, Ing. Cesare Muttoni, Delegato dell’Accademia Italiana della Cucina di Verona, dott. Paolo Arena, Presidente Sindacato Provinciale Pubblici Servizi, prof. Eugenio Ghilardi, professore di Cucina presso l’Istituto Professionale Servizi Alberghieri del Chievo, dott. Giuseppe Ricchiuto, Presidente Gruppo Specchiasol e del dott. Gian Arturo Rota, Direttore Generale Veronelli Editore.

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Riesi e lo spopolamento dei comuni d’Italia

Autore: admin - del: 28 agosto 2009

drroberto10.jpgLa mia esperienza professionale e la mia curiosità culturale si sonosempre più spinte, negli ultimi anni, verso una ricerca e un’esplorazione dei comuni italiani, in particolare quelli con meno di 5000 abitanti, spesso ricchi di storia e di tradizione, com’anche di una civile quotidianità.

Importante è stata la collaborazione con studiosi e giornalisti, così come l’amicizia con Luigi Veronelli, che mi ha consentito di penetrare in un “mondo” spesso sconosciuto e inesplorato come quello delle produzioni territoriali.

E soprattutto l’apporto intellettuale di Veronelli mi ha fornito degli strumenti interpretativi per comprendere le dinamiche e le singole esperienze di vita quotidiana delle città, dei territori e dei comuni italiani.

Ma l’ultimo trentennio ha sancito un processo innarestabile, assai drammatico per le piccole comunità locali, ossia quello dello “spopolamento”.

Proprio su “Repubblica” di lunedì 24 agosto, leggo che Riesi, un comune di 12mila abitanti in provincia di Caltanissetta, è diventato il capoluogo italiano dell’emigrazione con una media di spopolamento annua tre volte più alta della media del Mezzogiorno. Ogni anno vanno via circa 100 persone.

Io l’ho vista Riesi, nella Sicilia centrale vicino alla valle del fiume Salso. Ho sentito l’estrazione del suo zolfo, ho assaporato e gustato i Maccarruna alla carrittera, la fuateddra, così come il torrone della festa della Madonna della Catena.

Vorrei che questa città e il suo territorio rimanessero ancora vivi.

Roberto De Donno

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Lettera aperta… alle De.Co.

Autore: admin - del: 23 gennaio 2009

Cari Amici,

non posso che condividere con tutti Voi le riflessioni di un mio amico e collaboratore, pubblicando con grande piacere la sua lettera aperta alle De.Co.

Grazie Primiano… leggo e rileggo le tue “emozioni” (perchè solo così possono essere descritte le parole che ho letto)
… perchè le De.Co. sono questo: l’amore per la terra è la leva che dovrebbe spingere ognuno di noi a cooperare proattivamente per il suo sviluppo e la sua valorizzazione!

Grazie, grazie, grazie… e continua ad innamorati e a far innamorare delle «De.Co.»!

********

Cara De.Co.,

E’ ormai un po’ che ci conosciamo, tra noi non è stato amore a prima vista, te lo ricordi?
Ci ha presentato in Università quel simpatico professore follemente innamorato di te. Si proprio lui. Simpatico, solare e innamorato dell’enogastronomia e del territorio.

I primi periodi passati con te mi sembravi vaga, a me piacevano le aziende con i loro piani, non pensavo che mi potessi piacere proprio tu, ti vedevo poco professionale, a te bisognava dare il cuore, innamorarsi di te, ed io volevo capire come si costruiva un “piano marketing”, da profano non pensavo che lo potevo costruire anche con te, in un modo creativo, diverso. Già bisognava inventarlo questo modo.

Un pò di tempo a Lecce passato insieme, e poi, per un pò ti ho abbandonata. Ed ora?
ora riscopro la tua importanza, l’importanza di 2 piccole sillabe “De.Co.” inventate da un grande L. Veronelli, il tuo modo di legarti al territorio, alla magia di quei luoghi che ti regalano passioni, odori, gusti, ricordi, che ti raccontano la storia… emozioni che vanno ben oltre il ROI di una campagna pubblicitaria, ma significa creazione di un’identità, far conoscere la storia dei prodotti che portano il tuo nome in tutto il mondo, far rivivere attraverso di te la storia del territorio.

Scusami se non ti ho capita prima, ma gia da oggi sto lavorando per te nel mio piccolo paese, spero di poterti accostare sul packagin di un prodotto territoriale a breve, già perchè come quel simpatico professore mi ha fatto innamorare di te, io sto facendo così con le persone con cui ho intrapreso un progetto di valorizzazione territoriale.

 A presto

Visualizza la lettera scritta da Primiano Cavallo

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