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Elenco articoli caregoria: Africa, Marketing internazionale

Italian firm to build N10bn medical centre in Edo

Autore: admin - del: 23 giugno 2011

An Italian consortium, Folaris Group has partner a presidential aspirant in the 2011 general election, Francis Onabis to build a  500 million euro ultra modern medical centre in Uromi, Edo state.
The Preliminary agreement was signed by Francis Onabis project and the construction firms in Rome on Saturday the 18th of June 2011.

Onabis in a statement said “the medical centre is to be the first of its kind in the sub-sahara Africa and will compete with  any international medical facility in the world.”
He said the goal of the project is to create a center of excellence for national health care that soon will become the entire national health project.

Onabis who lamented the  decaying health sector in the country said “the structure when completed is to accommodate over 700 patients and will be able to deal with any health problems without requiring the use of extral- national structures with enormous cost and time.”
He said the facility which will be constructed on approximately 230,000 sq. meters of Land in Uromi community when completed will  be self sufficient in terms of energy requirements as it should also be with zero impact on the environment.

Onabis  a Nigeria born Italy based businessman came to national lime light when he declared his intention to run for the office of the president in the 2011 general election.

From Ayodele Samuel, Lagos

Fonte: peoplesdaily-online.com

Africa orientale, piano strategico dei trasporti

Autore: admin - del: 18 gennaio 2011

 Paesi aderenti alla Comunita’ economica dell’Africa orientale (Eac) si sono impegnati a realizzare un nuovo piano strategico dei trasporti nella regione. Il primo passo sara’ la messa a punto di uno studio finanziato con 3,2 milioni di dollari messi a disposizione dall’Eac. Intervenendo a una cerimonia pubblica, il presidente del Consiglio dei ministri Eac, Hafsa Mossi, ha spiegato che la ristrutturazione sara’ finanziata dalla Banca per lo Sviluppo dell’Africa orientale e interessera’ i trasporti stradali, aerei, marittimi, ferroviari e fluviali.

Visualizza l’articolo su www.agi.it

Università Lum jean Monnet

Marketing Internazionale a.a. 2010/2011

Annamaria Monopoli Claudia carriera annopoli@hotmail.it claudia.carriera@gmail.com

Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.net

 

Il libero mercato può battere la fame

Autore: admin - del: 7 gennaio 2011

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha opportunamente messo l’instabilità dei prezzi dei generi alimentari tra le priorità che il suo paese intende affrontare nell’anno di presidenza del G-20.  Poiché la spesa alimentare costituisce una parte cospicua e incontrollata dei magri budget familiari nei paesi più poveri, il rialzo dei prezzi si configura come una minaccia alla crescita globale e alla stabilità sociale.
I membri del G-20 dovrebbero decidere di mettere il cibo al primo posto: perché il cibo è la base della vita e perché l’adozione di misure concrete da parte del G-20 potrebbe contribuire a cambiare realmente le cose per centinaia di milioni di persone.

L’obiettivo centrale dovrebbe essere assicurarsi che non venga più negata la disponibilità di alimenti nutrienti alle persone e ai paesi più vulnerabili. È un obiettivo che il G-20 può raggiungere, a patto di mettere in pratica le seguenti misure concrete, tra loro collegate.
Rendere più fruibili al pubblico i dati sulla qualità e la quantità delle riserve di cereali; migliorare le previsioni e il monitoraggio dei fenomeni climatici a lungo termine, soprattutto in Africa; analizzare meglio il rapporto tra i prezzi sul mercato internazionale e quelli sul mercato locale dei paesi poveri; stabilire piccole riserve umanitarie regionali nelle zone soggette a calamità e povere di infrastrutture; fornire ai paesi l’accesso a sistemi di aiuto a esborso rapido in alternativa ai bandi all’esportazione o alla fissazione dei prezzi…

 
La risposta all’instabilità dei prezzi non può essere quella di mettere sotto accusa o bloccare i mercati, ma di usare meglio i meccanismi dei mercati stessi. Tramite l’empowerment dei poveri, il G-20 può fare passi concreti per assicurare loro un’adeguata nutrizione. Sarkozy ha mostrato autorevolezza mettendo questo tema nell’agenda del G-20; ora i suoi membri devono agire per mettere il cibo al primo posto.

Visualizza l’articolo completo su www.ilsole24ore.it

Università Lum Jean Monnet

Corso di Marketing Internazionale a.a. 2010/2011

Annamaria Monopoli; Claudia Carriera annopoli@hotmail.it claudia.carriera@gmail.it

Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.net

Nasce un nuovo colonialismo “agricolo”: le potenze emergenti rapinano terreni in Africa

Autore: admin - del: 4 gennaio 2011

Ci è voluto mezzo secolo ai Paesi europei per contribuire allo sviluppo delle ex-colonie, in misura variabilmente inefficace (il primo sostegno dell’Europa alle ex-colonie africane risale infatti al 1963, con le convenzioni di Yaoundé). Ma sono bastati cinque anni alle economie emergenti per conquistare buona parte dei terreni coltivabili nei Paesi in Via di Sviluppo e garantirsi fonti di approvvigionamento.

L’1 novembre 2010 è entrata in vigore la seconda revisione dell’Accordo di Cotonou tra l’UE e i 79 Paesi ACP (Africa, Carabi e Pacifico), che regola i rapporti di cooperazione tra l’Europa e le sue ex colonie. In questa fase sono stati delineati i nuovi punti-chiave della cooperazione nel settore alimentare:

1) Sviluppo del settore economico: la cooperazione deve supportare la politica sostenibile, le riforme istituzionali e gli investimenti necessari per un accesso equo alle risorse produttive e alle attività economiche. In particolare: lo sviluppo di strategie per migliorare produzione agricola e produttività dei Paesi ACP, mediante…

Visualizza l’articolo completo su  ilfattoalimentare.it

Università “LUM Jean Monnet”

Corso di Marketing Internazionale

Lorenzo Rescina   lorenzo.rescina@tiscali.it

Prof. Roberto De Donno   roberto@dedonno.it

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