L’ITALIA SENZA FORMAZIONE E’ SENZA FUTURO
Ci stiamo abituando a qualsiasi notizia che descrive l’Italia come un paese lento e indolente a recepire qualsiasi slancio innovativo nell’ambito della ricerca e della formazione.
Tant’è che nonostante i risultati emersi da alcune ricerche internazionali nessuno si pronuncia o si indigna pubblicamente, quasi fossimo un po’ tutti assuefatti dai numeri e dalle tabelle, spesso negative, che ci giungono dalle organizzazioni internazionali.
L’OCSE colloca il nostro paese in fondo alla classifica per ciò che riguarda la percentuale del Pil destinata all’istruzione: il 4,5% contro una media del 5,7% degli altri paesi. Solo il 9% della spesa pubblica totale è destinato alla scuola contro una media Ocse del 13,3%.
La rivista inglese World University Rankings del Times Higher Education sulle università mondiali è umiliante: nessuna università italiana rientra tra i primi 200 atenei più importanti del mondo.
Bisogna scorrere la classifica della QS World University Rankings 2010, per trovare qualche ateneo italiano: ne troviamo 15 tra le prime 500 università al mondo. Al 176° posto troviamo l’università di Bologna e al 190° posto La Sapienza di Roma.
Emerge una “fotografia” triste sul piano dell’istruzione e della formazione.
Un’Italia senza futuro, senza slancio e forse destinata anche culturalmente a morire.
Roberto De Donno








