La ricerca non è ancora il futuro
Qualche settimana fa, durante un convegno universitario sull’innovazione e sulla ricerca, ho incontrato un gruppo di giovani ricercatori, tra i 26 e i 32 anni, molto motivati e stimolati ma lucidamente consapevoli del loro destino.
Sinceramente invidio questa caparbietà che esprimono nelle loro idee, nelle loro forze intellettuali e fisiche, sottoposte continuamente a uno stress drammatico, spesso sconosciuto dalla mia generazione, mortificante per qualsiasi paese civile o stato democratico.
Le statistiche internazionali sono impetuose: in Italia la spesa complessiva per la ricerca e per lo sviluppo non supera l’1% del Pil contro una media europea che oscilla intorno al 2%.
Inoltre, è altresì preoccupante il dato che emerge dall’ultimo sondaggio effettuato dal Politecnico di Milano condotto su 600 aziende del settore manifatturiero, che evidenzia come la spesa per il settore dell’Information Technology (IC) non supera nella media gli 850 euro.
E’ l’Italia fotografata nell’Anno 2009 di nostra vita.
Un’Italia dove la ricerca e l’innovazione non è ancora il presente, ma nemmeno il futuro.
Le eccellenze e le eccezzioni ci sono. Ma non bastano.
Roberto De Donno










