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Sono un consulente marketing

Autore: Raffaella Scorrano - del: 16 settembre 2016

Sono un consulente marketing e lavoro nel campo della formazione e della comunicazione praticamente da tutta una vita e mi ritengo una persona fortunata perché adoro il lavoro che faccio!

lyoness

Il lavoro con LYONESS mi carica ancor più di entusiasmo e di dedizione perché è il posto giusto in cui posso trasferire tutto il mio know-how e le mie esperienze poiché incontro persone di ogni livello sociale ed economico, dall’ imprenditore irraggiungibile al mio vicino di casa e trasmetto la mia passione per questo lavoro, semplicemente, usando le stesse modalità comunicative e gli stessi mezzi; tutti, INDISTINTAMENTE, possono usufruire gratuitamente delle mie conoscenze per acquisire e fidelizzare nuovi clienti e per ottenere dei benefici economici.
Per meglio comprendere la potenza di questa nuova azienda e il mio entusiasmo nel lavorarci basti pensare che al momento ci sono ben 47 paesi nel mondo e già nei prossimi 5 anni si arriverà a 100 paesi con un miliardo di tessere distribuite che daranno la possibilità di ricevere benefici economici da tutte le nazioni facenti parte di questa azienda, usufruendo in tal modo di un tornaconto eccezionale e di innumerevoli vantaggi correlati.
Questa attività mi appassiona davvero, giorno dopo giorno, mi stimola a raggiungere obiettivi sempre più elettrizzanti e sempre più audaci ed è diventata come una sorta di sfida personale perché amo motivare le persone che incontro e a cui illustro il mio lavoro e perché ci sono inarrestabili prospettive di guadagno e di crescita sia personale che lavorativa.

SALENTO: FANTASMI A TORRE DELL’ORSO!

Autore: Antonio Cotardo - del: 10 ottobre 2013

PER ROBI

E siamo solo al 10 ottobre!

Ci risiamo cari lettori e cari lettrici, ogni anno sempre la stessa storia, uno fa tanto per promuovere il proprio territorio, parla di marketing a destra, parla di marketing a sinistra, e poi si ritrova per caso a TORRE DELL’ORSO il 10 OTTOBRE 2013 e cosa trova???? F – A -N -T – A – S – M – I .

Bene devo dire che il discorso di destagionalizzare il prodotto Salento non funzionerà mai fin a quando si terranno gli occhi chiusi, fino a quando gli stessi commercianti lasceranno abbassate le saracinesche dei loro negozi come si vede nella foto, fino  a quando un turista per caso mi ferma e mi chiede se esiste un bancomat, o se deve per forza spostarsi a Melendugno o Martano, visto che in estate, dati alla mano, il bancomat non eroga più di 250 euro al giorno…… e allora cari promotori turistici, non mostrate sui cataloghi la città di Torre dell’Orso, o meglio se dovete mostrarla scattate le foto a gennaio, a novembre, dite la verità, perché mi fa male il cuore quando sento il turista di oggi che con molta rabbia dice “ MENOMALE CHE SUL CATALOGO MOSTRAVA UNA CITTA’ INCANTEVOLE, L’ANNO PROSSIMO VADO IN GRECIA” …accidenti abbiamo il mare più bello del mondo e lo guardiamo…. Poi però quando arriva una persona con la voglia di fare e le idee, la critichiamo, la invidiamo per non averci pensato prima!

Io continuo a fare marketing, prima o poi ne capiranno l’importanza! Un saluto!

Il marketing a portata di mouse ! 

Così cambia la vita negli studi

Autore: admin - del: 6 settembre 2012

“Il decreto sugli ordinamenti e le novità su società e tariffe ridisegnano il rapporto con il cliente”.

Forse non sarà quella “Riforma degli ordinamenti professionali” ambiziosamente stampata sulla prima pagina del Dpr che entra in vigore oggi. Probabilmente non è neppure la realizzazione piena del severo capitolo sulle libere professioni che il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella, aveva inviato a Gennaio ai presidenti del parlamento e al premier Mario Monti come “proposta di riforma concorrenziale” del sistema Paese.

Nonostante ciò, non si può non riconoscere al Governo in carica di aver messo mano a una materia delicatissima.

“Libere” appunto, come ribadisce il Dpr nella dichiarazione introduttiva, che però nell’enfasi di voler sottolineare il divieto assoluto di limiti all’accesso nell’ex-dorato circolo “pro”, sembra aver dimenticato i numeri già oggi debordanti di molti albi.

Se di qualcosa si vuole accusare Ordini e Collegi, probabilmente la sindrome della “casta chiusa” non è il peccato più evidente, anzi.

Semmai il problema era un altro, cioè garantire al consumatore/cliente che ovunque vada a sbattere troverà un professionista mediamente serio e preparato. In questo, la mini-riforma ha probabilmente centrato l’obiettivo, introducendo regole stringenti per il tirocinio e soprattutto per la formazione continua e permanente dei professionisti: non più un hobby per piacevoli convegni e congressi tra amici più o meno attempati, ma un obbligo sanzionato in modo severo dalla legge.

E sempre nella prospettiva di salvaguardare la parte debole (il cliente), la scelta di obbligare i professionisti ad assicurarsi è senz’altro un punto di approdo importante, una modalità corretta per riequilibrare posizioni che per troppo tempo non lo sono state.

La riforma entra poi su un altro tema caro all’Antitrust e altrettanto avvertito dall’opinione pubblica: la deontologia e i procedimenti disciplinari.

Qui la distanza tra ciò che avrebbe desiderato il presidente Pitruzzella e il risultato finale dell’operazione è abbastanza sensibile. Tuttavia almeno la raggiunta scissione tra rappresentanti eletti dalla categoria e giudici disciplinari dovrebbe far cessare i peggiori episodi di clientelismo elettorale rilevabili e rilevati soprattutto nelle periferie.

Ma la vera svolta/occasione/rischio epocale per le professioni sta probabilmente fuori dal Dpr137 e riguarda le società tra professionisti. Disciplinate dalla legge di stabilità, modificate dal decreto legge liberalizzazioni, le Spt segnano davvero l’uscita dal modello novecentesco e aprono un’epoca nuova. Non senza incognite, però.

Tutto questo per dire che le riforme sono per definizione e soprattutto nel nostro Paese, incomplete e perfettibili, ma vanno affrontate senz’alibi. Le norme sono lì, scritte e immobili.

Farle funzionare, dare loro vita e un’interpretazione “funzionale”, appunto, e non invece affossarle con interpretazioni capziose e ricorsi universali, spetta ai professionisti. Chiamati a una prova di maturità che probabilmente, non concederà più appelli.

Da “Il Sole 24 ore” – 15 Agosto 2012

Avvocati e commercialisti su twitter con stile.

Autore: admin - del: 21 giugno 2012

I social media danno l’opportunità ai professionisti di interagire direttamente con i propri clienti e con una vasta rete di utenti, rendendo visibile il loro lavoro.

Nel business, come nell’informazione e nelle relazioni personali, la parola  Tweet, è entrata ormai nell’uso comune. Più disceto di Facebook, più immediato di LinkedIn, Twitter è ormai una moda e un modo di comunicare in Italia e nel mondo. Il numero degli utenti varia da fonte a fonte, ma pare che abbia oramai superato la soglia del mezzo miliardo di utenti negli oltre 120 paesi di tutto il mondo in cui è presente.

140 caratteri possono essere utilizzati nel business dello studio legale e del commercialista? Certamente si`. Basta avere uno stile ed essere utili e interessanti per i lettori (followers).

Lo studio legale o del commercialista puo` aprire un account e cominciare a farsi seguire dai propri clienti, per esempio. La condizione e` avere cose da dire, aggiornate, interessanti, utili, originali che rappresentino una fonte di informazione per i followers. I 140 caratteri rimanderanno poi ad una pagina del sito di studio, dove la notizia e` approfondita.

Un doppio vantaggio, dunque: il follower senza perdere tempo stabilira` nell`arco di 140 caratteri se interessa o meno approfondire; in caso positivo cliccando atterrera` sulla pagina di studio dove, se l`avete strutturata bene, trovera` il resto del vostro mondo professionale ad accoglierlo. In caso contrario, tanta confusione, perdita di tempo e… di occasioni.
Twitter potrebbe pertanto sostituire la polverosa newsletter del commercialista e dell`avvocato che affolla con mamozzoni di decine di pagine le mail dei clienti. La newsletter, inoltre, e` flat, uguale per tutti i destinatari, per cui stara` al destinatario trovare tra le decine di notizie e informazioni quelle che davvero lo riguardano. Con Twitter, invece, la cernita e` fatta man mano dallo stesso lettore che nell`informazione flash dei 140 caratteri decidera` se quella notizia fa al caso suo.

La newsletter, inoltre, viene inviata ad una mailing list di clienti di studio e basta. I tweet, invece, partono in origine verso chi ci sta seguendo, ma sono pubblici, per cui se accuratamente gestiti, con parole-chiave e con gli ashtag giusti, saranno rintracciabili da chiunque sia interessato a quel tema e di conseguenza verranno letti da n persone che nel tempo potranno diventare nuovi follower e perche` no, reali clienti dello studio se avranno apprezzato il nostro modo di comunicare.

Ecco perche` e` utile definire uno stile, una linea editoriale, un`immagine che si vuole trasmettere anche in questi soli 140 caratteri: cosa scrivere, per comunicare cosa, con che cadenza, con che stile e a chi. Meglio lasciare il meno possibile al caso. E anche qui, come per tutti i social, applicare il criterio che e` meglio esserci, ad ogni costo, non paga. La viralita` del web e dei social, infatti, puo` essere un boomerang per la web reputation. Anche qui, il principio “e` gratuito, quindi tutto grasso che cola” non e` consigliabile.
Pertanto un professionista che non ha argomenti da trasmettere, informazioni da dare, contenuti propri da condividere, dopo un po` sara` piu` tedioso che altro per i suoi follower. Re-twittare decine di tweet, per esempio, puo` essere fastidioso per chi legge. Un equilibrio, quindi tra tweet con contenuto proprio e re-tweet va mantenuto.

Allo stesso modo, usare i tweet solo a fini marketing, per esempio comunicando esclusivamente le operazioni seguite dallo studio, puo` risultare un po` sterile e poco interessante per i follower. Anche qui, equilibrio: accanto a comunicazioni di questo tipo sara` utile intercalare comunicazioni di contenuto, commenti, chiarimenti, interpretazioni, insomma cio` che immaginiamo possa essere interessante. Pensate, per esempio per un commercialista, che uso intelligente se ne potrebbe fare inviando dei “remember” per le scadenze settimanali e mensili.

Anche l`orario in cui pubblicarli puo` fare la differenza, scegliendo preferibilmente gli orari “di punta” del mattino (le 8), della mezza giornata (le 14) e della sera (tra le 19 e le 20). Perche`? E` un microblogging abbiamo detto, e in quanto tale la cronologia dei contenuti scorre molto velocemente; il rischio dunque e` di non essere letti perche` “superati” da altri tweet piu` recenti.

Insomma equilibrio, stile e rispetto per i lettori saranno buoni compagni di viaggio in questo social che sta letteralmente esplodendo tra le dita dei milioni di utenti quotidiani, per business e per passione.

A proposito, per chi avesse piacere a seguirmi su Twitter mi trova con @MarAlbCat

A presto allora!

Dott. Mario Alberto Catarozzo

Leggi l’articolo completo su: http://www.ateneoweb.com/aw/articoli/avvocati-e-commercialisti-su-twitter-con-stile,1366-4-3.html

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