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Storia di chi è riuscito!

Autore: admin - del: 11 febbraio 2011

Matteo e Matteo si conoscono agli albori di quella che sarebbe potuta diventare una brillante carriera giuridica. Hanno 24 anni e nelle pause pranzo, quando c’è tempo per farle, parlano di sogni e aspirazioni. Lavorano come avvocati nello studio legale internazionale Freshfields Bruckhaus Deringer. Vogliono diventare imprenditori. Ci vuole un’idea.

Il primo passo è la creazione di un’associazione che promuove il business etico (Corporate social responsibility ed energie rinnovabili). Quasi per caso scoprono che alcuni fondi di investimento stranieri iniziano a guardare all’Italia per investire sul fotovoltaico. Sono gli anni in cui viene introdotto il secondo Conto energia, il generoso incentivo statale che ha reso il mercato italiano dell’energia elettrica prodotta con i raggi del Sole uno dei più interessanti al mondo.

Studiando la normativa e conoscendo il territorio («usavamo internet, il passaparola, ma soprattutto molta buona volontà, come due avventurieri») Matteo e Matteo diventano un punto di riferimento per chi guarda al business verde della penisola. «Il nostro problema era l’età. Parcheggiavamo il motorino a qualche centinaia di metri dall’appuntamento. Eravamo professionali e competenti ma quando stringevamo la mano ai potenziali clienti che fino a quel momento avevamo sentito solo per telefono le risposte erano del tipo “ah, siete voi?”».

Oggi quelle aziende da pochi dipendenti sono passate a qualche centinaio. Matteo Franceschetti ha 29 anni, Matteo Mattia Gemignani 28.

 Visualizza l’articolo completo: IlSole24Ore

Università “L.U.M. Jean Monnet”

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Giovanni Valentino ivan.valentino@hotmail.com

Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.it

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In Francia si può trovare un avvocato con un’app sull’iPhone

Autore: admin - del: 31 gennaio 2011

Applicazione gratuita. E consultazione gratuita… Sì, il Consiglio nazionale degli ordini degli avvocati ha messo a disposizione in Francia un nuovo servizio: via iPhone o iPod Touch si può cercare l’avvocato che fa al proprio caso. Non solo: è anche possibile sottoporre qualche quesito relativo al problema incontrato. Si riceverà una prima informazione, fornita in ogni caso da uno specialista. Che potrà rinviare eventualmente la persona verso avvocati specializzati, presenti in prossimità.

Lanciato in sordina nei mesi scorsi, il servizio (rigorosamente a costo zero) sta avendo un grosso successo. Un «geolocalizzatore» permette di individuare gli avvocati che esercitano nelle vicinanze del proprio luogo di residenza. Di ogni professionista viene fornita qualche informazione, relativa al settore di copertura, oltre a mail e telefono per mettersi in contatto con l’avvocato direttamente. Ma anche l’altro servizio non va sottovalutato. Si sottopone un caso specifico (fra quelli più ricorrenti, divorzi con tutte le questioni di alimenti che vanno al seguito e inondazioni nell’appartamento con relativi danni provocati al vicino).

Online risponde un «agent conversationnel», un esperto retribuito dall’Ordine nazionale degli avvocati. Che non esita a contattare sui casi specifici colleghi esperti. E che può consigliare alla persona che l’ha contattato gli avvocati più idonei (il servizio serve comunque come strumento di promozione).
In ogni caso le persone che contattano «Les avocats, c’est votre droit» (Gli avvocati, è il vostro diritto) non hanno nulla da perdere. L’applicazione può essere scaricata gratuitamente da iTunes. Le domande possono essere poste anche senza iPhone o iPad, solo attraverso il sito conseils-avocats.com, che inoltre fornisce consigli interessanti per favorire la scelta dell’avvocato. L’avvocato giusto per la causa giusta.

Visualizza l’intero articolo su Il Sole 24 Ore

Università Lum Jean Monnet

Corso di marketing internazionale a.a. 2010/2011

Di Michele Pucci, michelepucci@hotmail.it

Prof. Roberto De Donno

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Nasce una boutique legale con una sola regola: abolire la parcella oraria

Autore: admin - del: 9 gennaio 2011

Sulla home page del sito c’è un collegamento diretto a un blog, ai commenti dei clienti, al profilo Twitter e alla spiegazione della filosofia dietro lo studio legale. Radiant.law è appena nato, ma si propone già come una piccola rivoluzione nel mercato dei servizi legali. Gli avvocati dietro questa iniziativa sono Andrew Giverin, David Skinner e Alex Hamilton, professionisti d’affari che hanno lasciato le strutture con network internazionali con cui collaboravano per investire in questa iniziativa.

L’attività dello studio, che come ricorda la descrizione sul sito ha come obiettivo quello di tenere a mente che “tutto ruota intorno ai clienti”, si concentrerà nel settore della tecnologia, diritto Internet e della propietà intelletuale. I soci sono 5 e almeno inizialmente non è previsto l’ingresso di collaboratori giovani. Gli avvocati troveranno supporto nei software digitali e faranno ricorso all’outsourcing di una parte del lavoro, collaborando in particolare con il provider Pangea3 .

L’iniziativa di abolire le parcelle orarie affascina sempre di più gli studi legali. La competizione tra gli advisor è elevata e i clienti insistono su una retribuzione che permetta di prevedere il budget legale e limiti il rischio di una spesa non calcolata. In altre parole le tariffe orarie non allineano gli obiettivi dei professionisti e quelli dei loro clienti.
Anche su questo fronte l’Italia resta però indietro. «Di circa 5 anni rispetto all’Inghilterra e agli Stati Uniti», osserva Giacomo Mazzanti, avvocato che si occupa da tempo di knowledge management.
«In italia non c’è ancora la mentalità perché nel nostro mercato la professione è troppo legata all’individualità dell’avvocato», continua Mazzanti che lavora per Nctm, struttura che utilizza il software Exari.
Mentre aumenta anche nel nostro Paese il numero di studi che sta introducendo programmi automatizzati per generare documenti, in Italia manca infatti il passaggio successivo. Il “do it yourself legale introdotto da Dla Piper e da alcuni altri. «Che a dispetto delle apparenze genera lavoro per lo studio», conclude Mazzanti. «Il cliente crea autonomamente una parte dei documenti di cui ha bisogno, ma si rivolge allo studio per le operazioni più complesse che necessitano dell’esperienza personale del professionista». Che sono anche le più remunerative.

Visualizza l’articolo su: Sole24Ore

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Maria Teresa Riggio: mery8716@libero.it

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Prof.  Roberto De Donno: roberto@dedonno.net

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Lawyers on demand. A Londra vanno forte gli avvocati in affitto per le M&A

Autore: admin - del: 13 dicembre 2010

Avvocati affittati dallo studio legale alle aziende clienti per un periodo di tempo determinato e con la specializzazione necessaria a seconda del caso da seguire.

«Lawyers on demand», il servizio lanciato qualche mese fa dallo studio legale inglese Berwin Leighton Paisner, potrebbe diventare presto un vero e proprio business indipendente scollegato dalla law firm a cui fa oggi riferimento.

Merito del successo dell’idea del socio Simon Harper, che in tempo di crisi e seguendo le richieste dei clienti di un modello di servizio più flessibile, ha trovato il modo di offrire ai team legali della aziende la possibilità di ricevere del supporto legale a seconda delle necessità.

Nel 2009 il servizio ha fatturato allo studio 2 milioni di sterline, (2,3 milioni di euro), e le stime per il 2010 prevedono un aumento del 100% e una cifra complessiva di 4,5 milioni di sterline (5,3 milioni di euro).

Fino a oggi sono molte le aziende che hanno fatto ricorso al servizio, tra cui Gucci, Orange, BSkyB, Cisco e alcune banche, che apprezzano in particolare la possibilità di non dover pagare risorse inutili quando un’operazione di fusione, acquisizione o finanziamento è conclusa.

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