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Elenco articoli caregoria: Marketing internazionale

Un anno all’estero, solo un prof su tre dice sì

Autore: admin - del: 3 ottobre 2010

ROMA - Un anno di high school negli Stati Uniti per i più fortunati. Lo studio in inglese di una materia «normale» come la fisica (sì, è una materia normale). Ma anche uno straniero come vicino di banco o il semplice gemellaggio con un liceo di un altro Paese. Mescolare per bene, in tutto gli ingredienti sono 16, ed ecco servito l’indice di internazionalizzazione delle scuole italiane. La buona notizia è che stiamo lentamente allargando il nostro grado di apertura al mondo. Quella cattiva è che ci sono ancora troppe resistenze. E a volte sono proprio i professori a frenare i ragazzi perché, sguardo severo dietro gli occhiali, «se parti poi resti indietro con il programma».

A raccontare tutto è il secondo rapporto dell’Osservatorio sull’internazionalizzazione delle scuole, promosso dalla Fondazione Intercultura e dalla Fondazione Telecom Italia, che sarà presentato martedì mattina a Milano. L’anno scorso l’indice medio nazionale aveva raggiunto quota 37. Adesso abbiamo fatto tre passettini in più, siamo a 40. La ricerca – una serie di interviste ai presidi di scuole superiori realizzato da Ipsos – si è concentrata su cinque regioni. Le Marche sono internazionali come la Lombardia (43), la Toscana sta nel mezzo con 40, mentre più indietro annaspano la Puglia con 36 e il Molise con 34. Il liceo scientifico è più internazionale del classico, l’istituto commerciale più di quello tecnico. Le cose vanno un po’ meglio, «eppur ci si muove» dice il rapporto in prima pagina. «Oggi – dice Roberto Ruffino, segretario generale della Fondazione Intercultura – la scuola non deve preparare più a vivere nel paesello d’origine ma a diventare cittadini del mondo. Ed i progetti internazionali, tutti, sono il modo migliore per farlo. La maggior parte degli insegnanti lo sa bene».

Visualizza l’articolo completo di Lorenzo Salvia  del 5/09/2010 “Un anno all’estero, solo un prof su tre dice sì” su www.CorrieredellaSera.it

EATALY BATTEZZATA DA BLOOMBERG

Autore: admin - del: 5 settembre 2010

Il sindaco di New York  all’inaugurazione del megastore: “Mi piacciono gli spaghetti all’amatriciana”.

Michael Bloomberg nelle vesti di padrone di casa, Oscar Farinetti assediato dalle tv americane, i sindaci piemontesi a proprio agio fra sapori e odori delle proprie terre e i newyorkesi in fila al 200 della Fifth Avenue per il debutto di Eataly nella Grande Mela. L’inaugurazione dei 5000 mq di ristoranti, mercati e scaffali nel Flatiron District di Midtown è iniziata con Bloomberg al bancone Lavazza per assaggiare il caffè accompagnato dal tradizionale bicchierino di acqua e l’arcivescovo di New York Timothy Dolan talmente colpito dal sapore del parmigiano da esclamare «questo è davvero meglio di una benedizione». Poi sono stati i salumi piemontesi e la birra Moretti a debuttare sulla «Piazza» dalla quale si diramano i percorsi verso i ristoranti di carne, pesce, pizza e verdura con grappoli di giornalisti americani, carta stampata e network tv, a inseguire i tre protagonisti dello sbarco di Eataly: Oscar Farinetti, Mario Batali, Joe e Lidia Bastianich.

«L’Italia non è solo un ristorante o un mercato ma un luogo dove si apprende la cultura del cibo», ha detto il fondatore di Eataly riassumendo il senso di una scommessa commerciale da oltre 25 milioni di dollari, mentre lo chef  Batali ha parlato di «luogo e momento di incontro fra l’American Dream e i sogni d’Italia», con il risultato di «offrire al consumatore la possibilità di essere lui a decidere di cosa cibarsi». «Eataly è un ponte fra Italia e Stati Uniti, due mondi, due tipi di cibo e due modi di mangiare che finalmente trovano un punto d’incontro» ha aggiunto Lidia Bastianich, indiscussa regina della cucina italiana nella Grande Mela, parlando all’unisono con l’ambasciatore a Washington Giulio Terzi: «Creare posti di lavoro è la migliore vetrina italiana in America».

Visualizza l’articolo completo Eataly battezzata da Bloomberg” su www.lastampa.it

Dieta mediterranea bene dell’Unesco: grande opportunità per la Puglia

Autore: admin - del: 1 settembre 2010

Dieta mediterranea nel patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco: “un traguardo che ci riempie di soddisfazione e al tempo stesso un punto di partenza che può far arrivare lontano la Puglia, culla indiscussa della dieta mediterranea”. L’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno esprime il suo compiacimento per la positiva conclusione del percorso iniziato nel 2007 e che oggi vede la dieta mediterranea quale bene dell’umanità.

“Un riconoscimento, – spiega l’Assessore – che ha un valore straordinario per la Puglia, regione simbolo dell’alimentazione mediterranea, con un patrimonio agroalimentare e di tradizioni produttive che ha pochi eguali nel mondo. L’ingresso nella lista tutelata dall’Unesco, ci pone nelle condizioni di valorizzare ulteriormente questo nostro patrimonio. È chiaro che, oggi più che mai, vanno difese l’identità e le caratteristiche tradizionali dei prodotti base della dieta mediterranea”.

“Così come è necessario – precisa Stefàno – che la difesa e la valorizzazione vadano di pari passo col recupero dei tratti storici, di tutta quella tradizione che c’è dietro la cultura alimentare alla base della nostra dieta.

Visualizza l’articolo completo “Dieta mediterranea bene dell’Unesco: grande opportunità per la Puglia” su www.videoandria.com

Thailandia, il Paese del sorriso

Autore: admin - del: 29 marzo 2010

I miei cofanetti sono i gusci delle ostriche, nei quali tengo le mie perle orientali; per aprirli uso la marea, chiave che spalanca i gusci delle ostriche, dopodiché prendo quelle perle orientali e faccio corone... (Margaret Cavendish, 1668)

Un paese lontano, certo, ma molto popolare tra gli Italiani. Per il fascino di Bangkok e dei suoi mille canali e imbarcazioni. Per gli elefanti, bardati e coloratissimi a nobilitare cerimonie religiose e civili. Per i monti aspri e discontinui, simili a onde verdi a coprire le terre del nord; per le spiagge dorate, per le infinite isolette che bordano le coste frastagliate. E per lo tsunami, che non ha tuttavia mortificato l’animo gentile degli abitanti, sempre pronti ad accogliere i visitatori con un sorridente “Sawasdee!” (Benvenuti!).

La Thailandia è terra tra le più belle del mondo, da visitare e conoscere, non solo per le meraviglie naturali che offre, ma anche e soprattutto per la millenaria storia che la caratterizza; una storia che trasuda tradizione e cultura, antichi fasti e modernità assolute, villaggi semplici nei quali la vita scorre come nel lontano Medioevo e città rutilanti di luci e di vita.

Come tutti i paesi a forte vocazione turistica, anche la Thailandia, dopo le ultime annate “magre” dovute alla recessione mondiale, sta risalendo la china e si sta organizzando per accogliere al meglio i turisti che desiderano visitarla; e molto spesso queste sono seconde e terze visite. Ne parliamo con la Signora Juthaporn Renrgronasa, Deputy Governor a Bangkok della TAT (Tourism Authority of Thailand). Mrs. Rerngronasa, incontrata a Milano in occasione della recente BIT (Borsa del Turismo) è incaricata dell’International Marketing per i mercati dell’Europa, Africa, Medio Oriente e America.

Visualizza l’articolo completo “Thailandia, il Paese del sorriso” di Federico Formignani su www.mondointasca.org


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