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L’Africa sarà un terreno di scontro decisivo nella battaglia per la leadership economica a livello mondiale. Gli attori in gioco – Cina, Europa e Stati Uniti – hanno compreso l’importanza strategica del continente nero e stanno predisponendo piani di intervento diversificati per accrescere la loro presenza nelle diverse aree geografiche.
Gli stati uniti stanno cercando di non perdere il primato che detiene di principale investitore in Africa, mentre l’Europa, nonostante la vicinanza geogrfica, stenta ad elaborare una linea comune per accentuare la propria presenza all’interno del mercato africano. I singoli paesi sembrano, purtroppo, prediligere iniziative autonome.
Sembra proprio essere la Cina a farla da padrona .La spettacolare crescita economica registrata a partire dai primi anni ottanta non potrà essere mantenua ancora a lungo se Pechino non riesce a garantirsi una maggiore sicurezza di approviggionamenti energetici. La ricerca globale di petrolio ha lo scopo specifico di “mettere sotto chiave i barili” direttamente alla loro fonte, perchè i cinesi non hanno alcuna intenzione di rimanere ostaggi dei capricci del mercato internazionale del petrolio. In secondo luogo il crescente inpegno della Cina in Africa fa parte di una più ampia strategia commerciale che assegna un ruolo importante ai paesi in via di sviluppo, volto ad alimentare una sorta di commercio bilaterale: infatti ,l’Africa potrebbe rappresentare un ottimo mercato di lungo periodo per i beni di consumo a basso costo prodotti dalla Cina.
L’approccio vincente , da parte dei cinesi è il fatto di presentarsi non come colonizzatori , ma alla pari, stabilendo accordi di tipo win-win, che hanno il fine di comunicare questo messaggio: siamo tutti dalla stessa parte, altenativa a quella occidenale che in Africa ha ancora il sapore amaro della colonizzazione.
I Paesi africani apprezzano Pechino per la serietà e la rapidità con cui esegue gli accordi commerciali e perché hanno bisogno di tutto. La Cina fornisce finanziamenti per realizzare infrastrutture: ferrovie, strade, edifici, linee elettriche e telefoniche, ma anche prospezioni minerarie e raffinerie petrolifere, mentre altri Stati si limitano a comprare le materie prime. In cambio chiede spesso che le opere siano eseguite da ditte cinesi.
Però succede che i cinesi non fanno distinzione sugli interlocutori; non distinguono tra despoti corrotti e sanguinari e presidenti democraticamente eletti. La spregiudicatezza cinese si concilia con la scarsa sensibilità di molti dittatori africani che sono disposti a tutto pur di non rinunciare alla gestione arbitraria del loro potere, in effetti non sono scelte di natura politica a spingere le imprese cinesi verso investimenti nel continente africano, ma considerazioni puramente di opportunità economica.
A questo punto i paesi Europei temono per le relazioni privilegiate con le loro ex colonie.
Il mio pensiero è in linea con quello del Professor Jhon Humphrey del britannico << Institute of Development Studies>> : la forza in grado di modificare l’atteggiamento della Cina deve venire dall’Africa, non dall’Occidente. Credo inoltre che la Cina faccia della buona cooperazione allo sviluppo(rapida e a basso costo) proprio nell’ambito delle infrastrutture; in questo campo l’Occidente potrebbe imparare molto dalla Cina, alla luce del fatto che esse sono presupposto essenziale per uno sviluppo sostenibile.Non dovremmo soltanto criticare la Cina ma, riconoscere anche ciò che di buono fa e trarne la debita lezione.
L’Occidente orienta le sue srategie di sviluppo alla riduzione della povertà con l’obietivo che ciò porti infine alla crescita. I cinesi sono direttamente focalizzati sulla crescita economica . Sarà interessante vedere quale concetto avrà maggior successo.
F. Fabio Ostuni e Luigi Rella
Corso di marketing internazionale Lum Jean Monnet Casamassima (BA)
Prof Roberto Dedonno Dedonno@lum.it
LA MEGLIO GIOVENTU’ DEI BLOG AFRICANI (apri file in alto)


La meglio gioventù dei blog africani
Commento
Nonostante le dinamiche di sviluppo dei paesi africani dal punto di vista economico siano un argomento di interesse mondiale puntualmente presidiato indistintamente da tutte le fonti di informazione, credo fortemente che l’Africa e i suoi interlocutori abbiano un forte bisogno di comunicare, condividere e far conoscere a chi guarda ancora a questo continente come a un paziente malato, quello che di bello in Africa sta nascendo.
Come afferma il nigeriano Emeka Okafor, autore di due influenti blog “Timbuctu Chronicles e Africa Unchained “<<in questi giorni, credo abbiamo piantato semi, ora dobbiamo farli crescere>>
Ma ora c’è bisogno di acqua per nutrirli, e quale migliore fonte se non Internet. La nascita di numerosi blog non deve fermarsi è come una manna scesa dal celo per gli” aridi campi africani ” e noi occidentali dobbiamo cogliere questa opportunità al più presto per comunicare con loro e conoscere meglio la loro realtà . Lo scopo di questi siti è raggiunere tutti coloro che, nel mondo, si occupano di business e ancora non sanno che l’Africa sta diventando una delle mete più calde per fare buoni investimenti.
Il messaggio è chiarissimo, spetta a noi recepirlo al meglio….
F. Fabio Ostuni
Corso di marketing internazionale Lum Jean Monnet Casamassima (BA)
Prof Roberto Dedonno dedonno@lum.it
L’Africa adulta che l’Europa sogna giovedi 6 dicembre 2007
L’Africa adulta che l’Europa sogna commento