Matera e Potenza alleate, dopo inutili guerre di campanile, su un obiettivo comune, che coinvolge tutta la regione. Prende corpo con queste premesse il progetto di candidare la città di Matera a capitale europea della cultura nel 2019. Un’idea che non parte più dal basso, per intenderci dal mondo associazionistico, ma dai soggetti politico-istituzionali che in questo percorso, attraverso un Comitato istituzionale e un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, metteranno insieme tutte le forze, le risorse umane e finanziarie, per far sì che questo ambizioso obiettivo diventi realtà.
Entrando più nel dettaglio “Prospettiva Matera 2019 – ha detto Calbi – è un progetto che farà della città dei Sassi e della Basilicata un cuore d’arte e cultura al centro del Mediterraneo. Possiamo immaginare la penisola italiana come un pontile che attraversa il Mediterraneo e che ha un terminale in questa regione in cui si incontreranno Oriente e Occidente, in cui confluiranno i 27 Stati dell’Unione Europea. E non solo. Il progetto di candidatura avrà come suo punto focale Matera, ma dovrà essere costruito con il sostegno dei 30 comuni del Materano e dei 99 della provincia di Potenza. L’iter da percorrere sarà strutturato in quattro fasi: il cantiere della candidatura, la vittoria, la fase di preparazione della manifestazione articolata non solo nella creazione dell’evento, ma nella costruzione delle infrastrutture e delle attività e la fase finale dell’evento stesso. Un percorso che dovrà essere per la Basilicata l’occasione per rinnovarsi e per rappresentare un modello innovativo di governo del territorio per il terzo millennio».
Il sindaco Adduce ha dato la sua piena adesione al progetto, ma ha sottolineato che «parlare di capitale europea della cultura non significa solo ragionare di cultura, ma anche di temi più concreti quali l’agricoltura, l’industria e il turismo. Deve essere un percorso che ci porti finalmente a costruire una dimensione diversa. Insomma, a prescindere dal risultato finale, Matera dovrà subire un cambiamento positivo». Sulla stessa linea di pensiero il governatore De Filippo. «Noi – ha puntualizzato – siamo pronti a mettere in campo un progetto che vada oltre i territori. L’idea di Matera capitale della cultura non è solo la richiesta di un riconoscimento per la città patrimonio dell’Unesco, ma anche un traguardo e una strategia che getta un ponte tra Europa e Mediterraneo. Matera capitale della Cultura non si presenta come un’iniziativa di parte, ma una candidatura a servizio di una vasta area di territori, come dimostrano le tante adesioni giunte a sostegno di questa iniziativa, non solo di singoli, ma anche da istituzioni culturali. Questo ci dà fiducia nell’intraprendere una battaglia difficile».
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