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Tamtamofferte: il portale che taglia lo scontrino della spesa

Autore: admin - del: 20 novembre 2011

Nasce a Sulmona, grazie ad un progetto ideato dall’azienda Energy Time S.r.l., il primo vero sito web anticrisi per tagliare il conto della spesa. Si chiama tamtamofferte.it e promette, su basi statistiche – se visitato abitualmente - di far risparmiare a una famiglia media italiana fino a 3mila euro all’anno sui consumi soprattutto di alimenti, elettronica e abbigliamento.

Presto sarà possibile accedere al sito web da qualsiasi tipo di cellulare o tablet e in seguito la piattaforma verrà esportata su Android Market e Apple Store. Il cliente potrà trovare il prodotto di cui ha bisogno al prezzo più conveniente nei negozi della città in cui si trova in quel momento grazie ad un motore di ricerca interno al sito, che opera attraverso un servizio di geolocalizzazione del punto vendita che offre il miglior prezzo. In Italia si potrà scegliere tra 33mila punti vendita della grande distribuzione e 809mila punti vendita al dettaglio, e si permetterà così alle cosiddette attività commerciali minori di misurarsi con i più grandi centri commerciali.

visualizza l’articolo completo su http://www.iltempo.it/abruzzo/2011/11/20/1302830-nasce_sito_internet_tagliare_conto_della_spesa.shtml?refresh_ce

Università LUM  “Jean Monnet”

Corso di International Marketing a.a. 2011/2012

Francesco Giambersio francescogiambersio@gmail.com

Prof. Roberto De Donno dedonno@lum.it

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Matera capitale della cultura 2019

Autore: admin - del: 18 gennaio 2011

Matera e Potenza alleate, dopo inutili guerre di campanile, su un obiettivo comune, che coinvolge tutta la regione. Prende corpo con queste premesse il progetto di candidare la città di Matera a capitale europea della cultura nel 2019. Un’idea che non parte più dal basso, per intenderci dal mondo associazionistico, ma dai soggetti politico-istituzionali che in questo percorso, attraverso un Comitato istituzionale e un gruppo di lavoro tecnico-scientifico, metteranno insieme tutte le forze, le risorse umane e finanziarie, per far sì che questo ambizioso obiettivo diventi realtà. 

Entrando più nel dettaglio “Prospettiva Matera 2019 – ha detto Calbi – è un progetto che farà della città dei Sassi e della Basilicata un cuore d’arte e cultura al centro del Mediterraneo. Possiamo immaginare la penisola italiana come un pontile che attraversa il Mediterraneo e che ha un terminale in questa regione in cui si incontreranno Oriente e Occidente, in cui confluiranno i 27 Stati dell’Unione Europea. E non solo. Il progetto di candidatura avrà come suo punto focale Matera, ma dovrà essere costruito con il sostegno dei 30 comuni del Materano e dei 99 della provincia di Potenza. L’iter da percorrere sarà strutturato in quattro fasi: il cantiere della candidatura, la vittoria, la fase di preparazione della manifestazione articolata non solo nella creazione dell’evento, ma nella costruzione delle infrastrutture e delle attività e la fase finale dell’evento stesso. Un percorso che dovrà essere per la Basilicata l’occasione per rinnovarsi e per rappresentare un modello innovativo di governo del territorio per il terzo millennio». 

Il sindaco Adduce ha dato la sua piena adesione al progetto, ma ha sottolineato che «parlare di capitale europea della cultura non significa solo ragionare di cultura, ma anche di temi più concreti quali l’agricoltura, l’industria e il turismo. Deve essere un percorso che ci porti finalmente a costruire una dimensione diversa. Insomma, a prescindere dal risultato finale, Matera dovrà subire un cambiamento positivo». Sulla stessa linea di pensiero il governatore De Filippo. «Noi – ha puntualizzato – siamo pronti a mettere in campo un progetto che vada oltre i territori. L’idea di Matera capitale della cultura non è solo la richiesta di un riconoscimento per la città patrimonio dell’Unesco, ma anche un traguardo e una strategia che getta un ponte tra Europa e Mediterraneo. Matera capitale della Cultura non si presenta come un’iniziativa di parte, ma una candidatura a servizio di una vasta area di territori, come dimostrano le tante adesioni giunte a sostegno di questa iniziativa, non solo di singoli, ma anche da istituzioni culturali. Questo ci dà fiducia nell’intraprendere una battaglia difficile».

Visualizza l’articolo completo su www.lagazzettadelmezzogiorno.it

Università Lum Jean Monnet

Marketing Internazionale a.a. 2010/2011

Annamaria Monopoli Claudia Carriera annopoli@hotmail.it claudia.carriera@gmail.com

Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.net

 

 

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Nasce il Centro Commerciale Naturale: promozione e valorizzazione per il commercio nel Centro Antico

Autore: admin - del: 13 gennaio 2011

Grazie ad un finanziamento regionale di 100mila euro nel Centro storico di Bitonto presto prenderà corpo il Centro Commerciale Naturale, modello di marketing e sviluppo territoriale che sta animando un vivace dibattito in questi giorni tra i commercianti di Bari.

Il progetto “Del passato il futuro. Bitonto Centro Commerciale Naturale“, elaborato dall’Assessorato alle attività produttive e dall’Assessorato ai Fondi strutturali del Comune di Bitonto, si pone l’obiettivo di rivitalizzare il commercio della parte antica della città, puntando su un piano integrato di interventi per la qualificazione e la valorizzazione delle attività commerciali insediate nel centro antico.

La ricetta elaborata dall’Amministrazione Valla prevede sponsorizzazioni, cartellonistica tradizionale e nuove tecnologie per sostenere e promuovere gli esercizi commerciali del centro antico insieme ai numerosi giacimenti artistici, architettonici e culturali che lo popolano.

Il progetto, approvato in Giunta nell’aprile 2010, è entrato nella sua fase operativa, il cronoprogramma degli interventi prevede la realizzazione entro la primavera 2011.

Per l’assessore alle attività produttive Antonio Labianca “si tratta di un intervento necessario per il rilancio commerciale del cuore storico e culturale della città. Una volta avviato il Centro Commerciale Naturale trasformerà quest’area della città in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, dove residenti e visitatori potranno godere di occasioni di shopping e intrattenimento 365 giorni all’anno. Prevediamo, così, di attivare un circuito virtuoso in grado di alimentare reddito e occupazione”.

Visualizza l’articolo completo su: Puglialive

Università LUM Jean Monnet corso di Marketing Internazionale

Donato Calace calaxtenax@hotmail.it

Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.net

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Angela Morelli: prendo l’impronta (idrica) di ogni prodotto

Autore: admin - del: 16 dicembre 2010

Angela Morelli, una laurea in Ingegneria a Milano e un master in Disegno Industriale alla Scuola Politecnica di Design, lavora a Londra e insegna alla St Martins University dove ha contribuito a diffondere il concetto di Water Footprint, l’impronta idrica, che stabilisce il consumo d’acqua personale

A.Morelli: “Avevo un anno di tempo per realizzare il mio ultimo progetto durante il master alla St Martins e ho iniziato a interessarmi alla water crisis, studiando il Rapporto delle Nazioni Unite dove sono raccolti tutti i dati mondiali sull’argomento. Dopo mesi di studio mi sono imbattuta in questo indicatore che si chiama Water Footprint (l’impronta idrica) sviluppato da Arjen Hoekstra sulla base del concetto di Virtual Water ideato dal professor Tony Allan, per il quale ha ricevuto lo Stockholm Water Prize 2008 (il corrispettivo del Nobel per questo settore). Li ho contattati e abbiamo iniziato a collaborare per visualizzare le Water Footprint di 132 Paesi. Per Virtual Water di un prodotto si intende il volume di acqua dolce consumato per realizzarlo, sommando tutte le fasi della filiera. Si parla di acqua “virtuale” perché la maggior parte dell’acqua utilizzata per realizzare quel prodotto non è contenuta nello stesso, ma è stata consumata durante la sua produzione. È interessante applicare il concetto di acqua virtuale ai prodotti agricoli (intesi sia come prodotti derivanti dalla coltivazione delle piante sia dall’allevamento degli animali), in quanto l’agricoltura assorbe circa il 70% delle risorse idriche utilizzate dall’uomo a livello globale

Per fare degli esempi concreti: bere una tazzina di caffè vuol dire consumare 140 litri di acqua, mentre per ottenere un chilo di carne di manzo ne occorrono addirittura 15.500 litri. Per valutare “l’impronta idrica” di un Paese si deve calcolare il consumo totale interno (l’acqua utilizzata per i consumi domestici, agricoli e industriali), sommare l’acqua virtuale che entra con i prodotti importati e sottrarre quella che lascia il Paese con le esportazioni. L’Italia ad esempio importa il 51% dell’acqua virtuale consumata, l’India appena l’1,5%. ”

Visualizza l’articolo completo su wise-society.com

Università LUM “Jean Monnet”

Corso di International Marketing a.a. 2010/2011

Logrieco Mariadelia   mariadelia.l@hotmail.com

Prof. Roberto De Donno   roberto@dedonno.net

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