BERLINO SEMPRE SEXY MA NON PIU’ POVERA
Il sindaco di Berlino Klaus Wowereit dovrà farsi venire in mente un nuovo slogan. «Arm, aber sexy», «povera ma sexy», il fortunato motto da lui coniato nel lontano 2003 e diventato da allora l’inconfondibile marchio della capitale tedesca, non funziona più. Se n’era già accorto quattro anni fa il giudice della Corte costituzionale Winfried Hassemer, il quale, respingendo la richiesta di nuovi aiuti pubblici per le disastrate casse della città-Stato, aveva spiegato che «forse Berlino è così sexy proprio perché non è poi tanto povera». Ora l’ha confermato l’istituto economico DIW in uno studio destinato a mandare in soffitta non pochi luoghi comuni: Berlino non solo cresce, ma lo fa più velocemente di tutti gli altri Länder tedeschi.
Tra il 2004 e il 2009 l’economia locale ha fatto segnare un incremento medio annuo dell’1,7%, contro lo 0,5% nel resto della Germania. Certo, lo scarto rispetto alle altri grandi città tedesche resta notevole: il valore aggiunto lordo realizzato a Berlino è la metà di quello prodotto ad Amburgo. Eppure la svolta è chiara: «Dopo dieci anni di contrazione economica, Berlino è riuscita a invertire la tendenza» e «oggi sembra essersi lasciata alle spalle il periodo più difficile», annuncia l’autore dello studio, il ricercatore del DIW Karl Brenke: «Quando l’ho scoperto, sono rimasto sorpreso anch’io».
Finora Berlino era abituata a ben altri primati: è il Land più indebitato, con un buco che a fine anno toccherà il valore record di 63,5 miliardi di euro, quello col più alto tasso di disoccupazione (quasi il 14%) e quello in cui il rischio di scendere sotto la soglia di povertà è più elevato.
Visualizza l’articolo completo “Berlino sempre sexy ma non più povera” su www.lastampa.it












