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Elenco articoli caregoria: Marketing internazionale, Primo piano

Crosswalk guerrilla advertising, le campagne più significative

Autore: admin - del: 6 gennaio 2011

Crosswalk guerrilla advertising, ovvero come fare comunicazione e marketing non convenzionali mentre si attraversano le strisce pedonali!

McDonald’s ha prodotto nella estate dell’anno appena concluso questa innovativa campagna di guerrilla marketing ( vedi immagine esterna) durante Zurichfest, la più grande festa popolare della Svizzera. Durante il festival, hanno reso le strisce pedonali che conducevano ai fast food della città in queste confezioni di patatine.. come resistere?

La St. Louis Symphony and Drive Agency hanno usato stampini e gesso spray per trasformare gli attraversamenti pedonali in tutta la città e promuovere i nuovi concerti. Chi l’ha detto l’opera è una cosa da vecchi?

Visualizza l’articolo completo su: www.marketingjournal.it

Università Lum Jean Monnet

Corso di Marketing Internazionale a.a.2010/2011

Monopoli Annamaria Claudia Carriera annopoli@hotmail.it claudia.carriera@gmail.it

Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.net

 

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I cellulari entrano nel futuro, con schermi 3D e senza occhialini

Autore: admin - del: 6 gennaio 2011

Il 3D decollerà nelle case e diventerà un fenomeno “mass market” solo quando non sarà necessario indossare gli speciali occhialini? Forse, anche se i produttori – di Tv, lettori Blu Ray, apparecchi digitali, sistemi di home entertainment, videogiochi, console e via dicendo – sono convinti del contrario. E basta spulciare, man mano che stanno rivelandosi, gli annunci provenienti dal Consumer Electronic Show 2011 per capire che l’ecosistema delle tre dimensioni è per Sony, Samsung, Panasonic un business che appartiene già al presente.

Da Las Vegas, però, arrivano però anche segnali chiari che gli schermi “glasses free” saranno una componente importante nell’economia di questa industria. Inizialmente per i dispositivi portatili – smartphone, tablet e pc portatili – e in futuro anche per i televisori, campo nel quale tutti i big della consumer electronic stanno sperimentando la possibilità di visualizzare film e contenuti 3D senza che all’utente tocchi dover calzare i “fastidiosi” supporti stereoscopici.

Dal punto di vista strettamente tecnico lo schermo “glasses free” promette una resa visiva estremamente luminosa e priva di sfarfallii e, fattore tutt’altro che trascurabile, la possibilità di riprodurre contenuti 3D anche per periodi prolungati senza alcuno sforzo per la vista. Per ovviare all’utilizzo degli occhialini anche Lg (come Toshiba per il suo prototipo di notebook Qosmio e Nintendo per la sua 3DS) è ricorsa alla tecnologia “parallax barrier”, che oscura alternativamente le linee pari e dispari di ogni immagine, facendo in modo che l’occhio sinistro e quello destro vedano immagini diverse. Il risultato finale, agli occhi dell’utente, è l’illusione della profondità e la percezione delle tre dimensioni. Quanto nitide e luminose siano le immagini, e quanto sarà realmente ampio l’angolo di visione rispetto ai convenzionali schermi Lcd con parallasse, c’è solo da scoprirlo quando questi apparecchi saranno effettivamente in commercio.

Sempre da Las Vegas è arrivata conferma che Toshiba, la prima ad aver creduto a questo filone lanciando in Giappone un mese fa due modelli di piccolo formato da 12 e 20 pollici (quest’ultimo in arrivo anche in Italia), amplierà presto il proprio catalogo di Tv 3D senza occhialini con un apparecchio da oltre 40 pollici, in predicato di sbarcare nei negozi europei in aprile. Si fermano invece allo stato di prototipo gli altri due pannelli Led “glasses free” ad altissima risoluzione esposti in vetrina a Las Vegas, con diagonale da 56 e 65 pollici.

Visualizzzare l’articolo intero su ilsole24ore

Università LUM, Jean Monnet

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Catiana Susca catiana@hotmail.it

Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.net

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In aula può entrare lo sponsor

Autore: admin - del: 6 gennaio 2011

Sponsorizzare un banco e una sedia costa 70 euro più Iva, ed in cambio si può porre una placca di 10 centimetri, di materiale, colori e messaggio a scelta dello sponsor. Questa è l’idea varata dalla Provincia di Barletta, Andria e Trani, per le sue 53 scuole secondarie, che ha ricevuto il via libera dal Tar di Bari, con sentenza 28 dicembre 2010, n. 4312.

Lavori, forniture e servizi possono avere uno sponsor applicando la Finanziaria del 1998  o le norme sulle autonomie locali. Lo stesso Codice dei beni culturali si interessa del sistema di provvista, escludendo in alcuni casi anche procedure di gara qualora si intervenga direttamente su beni con restauri o ripristini qualificati. Il caso emerso in Puglia era anche coerente ad una norma di contabilità delle scuole che prevede le sponsorizzazioni sia con soggetti pubblici che privati, con particolare attenzione e sensibilità nei confronti dei problemi dell’infanzia e dell’adolescenza.

Proprio la coerenza della sponsorizzazione è stato infatti uno dei punti più delicati esaminati dai giudici amministrativi, perchè un’associazione di genitori e un sindacato ritenevano che i messaggi pubblicitari apposti sugli arredi scolastici della Provincia avrebbero potuto incidere negativamente sul processo formativo della personalità dei minori. La legge del 1997 esclude infatti la sola pubblicità di tabacco, prodotti alcolici, materiale a sfondo sessuale, nonchè i messaggi che esprimano fanatismo, razzismo, odio o minaccia: ma ciò, secondo le associazioni ricorrenti, non basta ad escludere interferenze tra l’applicazione richiesta a uno studente e le variopinte targhette previste per gli arredi sponsorizzati.

Sui banchi delle scuole della provincia (medie superiori) chiunque avrebbe potuto pubblicizzarsi. Il limite che i ricorrenti si attendevano nel bando di sponsorizzazione, era la precedenza per pubblicità eticamente corrette, mentre il bando di gara non conteneva precisazioni nè preferenze. Questo problema non è stato affrontato dai magistrati, i quali hanno escluso che un’associazione di genitori o di allievi potesse vantare un diritto ad incidere su scelte della scuola facendo valere posizioni di fatto. Via libera quindi alla ricerca di sponsor, a condizione (generica) che l’immagine pubblicizzata non oscuri nè turbi l’atmosfera e l’applicazione degli studenti.

Visualizza l’articolo su: Sole24Ore

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È l’ora della responsabilità a 360°

Autore: admin - del: 5 gennaio 2011

Siete pronti per la nuova era di responsabilità a 360°? Le aziende e i loro leader saranno valutate non solo per i risultati immediati, ma per l’impatto a lungo termine, cioè sugli effetti che alla fine le loro azioni vengono ad avere sul benessere sociale. Vendere una semplice tazzina di caffè, ad esempio, richiede già molta più conoscenza di quella che è richiesta per fare un buon caffè e servirlo. Dove è stato coltivato il caffè, in quali condizioni di lavoro e con quali pesticidi? La tazzina è fatta di carta riciclata, e in tal caso quanti alberi sono stati tagliati e quanta acqua usata nella produzione? Il coperchio di plastica rilascia tossine?

In questa nuova era, sistemi obsoleti di processi sequenziali, in cui ogni gruppo realizza una sola fase senza nessuna responsabilità per ciò che succede prima o dopo hanno fatto posto a un tipo di pianificazione e gestione più integrata e simultanea, in cui ogni gruppo – compresi fornitori e distributori – si carica di una quota di responsabilità per il prodotto finale, e non solo per una parte specializzata. Le catene di comando vengono rimpiazzate da circoli di influenza, le fortezze del business da ecosistemi collaborativi di business.
Sarà molto difficile poter dire «non è mia responsabilità» o lasciare un pasticcio in eredità al proprio successore.

La storia insegna che coloro che si assumono delle responsabilità a 360° ne hanno un beneficio di tipo reputazionale, ma molto probabilmente sopportano anche costi più alti, per cui vorranno che anche gli altri adottino degli standard altrettanto elevati. Le grandi aziende, che non possono più apparire candide perché hanno dato in outsourcing le attività che hanno conseguenze negative sulla società, eserciteranno pressioni sui fornitori.
Una volta che verranno introdotte le nuove metriche, non sarà più possibile tornare indietro. Perciò prendete la vostra tazzina riciclata di caffè da commercio equo e solidale e preparatevi al futuro.

Visualizza l’articolo intero su: Harvard Business Review ITALIA

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