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Elenco articoli caregoria: Primo piano

Autore: Raffaella Scorrano - del: 3 luglio 2017

E, allora… traggo le fila del mio impegno, assaporo le mie soddisfazioni e mi convinco sempre di più che un mestiere svolto con passione vale enormemente la pena d’essere vissuto! Non si può arginare l’entusiasmo che sgorga dal fiume in piena della tenacia e della caparbietà di riuscire a fare bene il proprio lavoro. È sempre la passione che fa la differenza, e, da essa, derivano poi anche la competenza e la professionalità. Adoro tutto il bello che viene fuori dall’esperienza del mettersi in gioco, dal desiderio di riuscire, dalla costanza dell’agire, dalla perseveranza del fare. Mi congratulo con tutti coloro che, comprendendo questa verità, mettono in opera tutto ciò che consenta di raggiungere gli obiettivi desiderati. Mi soddisfa l’audacia del mio gruppo, che, con lungimiranza, ha visto e vinto!2017-07-03-PHOTO-00002691

Autore: Raffaella Scorrano - del: 3 luglio 2017

Un brivido mi ha percorso quando ho letto del progetto della “Casa degli alberi” di Renzo Piano, collocato in un bosco di rubinie. È l’emozione che mi riempie il cuore quando, scorrendo le righe dell’articolo, mi si pongono davanti agli occhi le immagini della bellezza. La purezza di una bellezza fatta di attenzione e cura. Ricorre il concetto de “L’attimo fuggente”, perché la vita scorre e guai restare indifferenti al senso della bellezza delle emozioni. Mi delizia, così, l’idea che, oggi, dopo tanta cementificazione (nelle costruzioni e nelle relazioni), finalmente si ritorni al verde. Questo colore, per antonomasia, simbolo di speranza e respiro, di natura e vita, di vegetazione e serenità. Non è un caso, dunque, che le città stiano rivalutandosi con luoghi riservati esclusivamente al prendersi cura di sé nella distensione della vegetazione. Che poi si tratti di giardini perfettamente coltivati oppure di boschi cedui, poco importa. Ciò che conta è ristabilire un contatto pieno con se stessi. È così che si ricomincia a pensare al senso della vita, degli affetti, del lavoro, e di sé nel mondo. Poi, ci si rende conto che questi pensieri appartengono al genere umano più di quanto si pensi. Perché oggi non si è abituati a pensare più di quanto, invece, si debba fare. “La casa degli alberi”, così come Renzo Piano l’ha concepita, restituisce valore a diverse connotazioni di pensiero, a cominciare proprio dalla dimensione sospesa tra terra e cielo, quando si svolge un momento esistenziale di attesa per ciò che sarà il destino. Ma non solo. Essa si inserisce al confine del rapporto uomo-scienza, nel quale, a volte, è necessaria la fede, affinché la speranza possa commisurarsi alla serenità d’animo ispirata dalla natura circostante. E, allora, mi rincuora fortemente l’idea che la scienza non debba bastare là dove la cura dell’istante della vita diventa molto più importante.airbnb6 1

Da Brava Giulia a brava Modena

Autore: Raffaella Scorrano - del: 2 luglio 2017

Ecco che un gradevole parco cittadino, realizzato negli anni ’80 su un terreno dismesso dal suo ruolo originario, si trasforma in un enorme contenitore. Da Parco Ferrari, situato nel perimetro dell’ex autodromo, in un attimo, il medesimo contenitore è diventato Modena Park. E questa denominazione sta ad indicare la versatilità di un luogo, che resta sempre dedicato agli eventi più eclatanti, ma di fatto sa adeguarsi ai tempi. Tutto questo è  dedicato ai festeggiamenti dei quarant’anni di carriera di Vasco Rossi. Una celebrità incontestabile rispetto al luogo in cui si ritrova a cantare. E già, perché lui lì a Modena si ri-trova. Egli rappresenta la grinta di una Ferrari, e l’appartenenza incontestabile a quella città. Entrambi attengono a quel luogo. Entrambi rappresentano Modena nel mondo. Ecco, praticamente, la città romagnola ha rilanciato la propria immagine, in quanto sede di nascita e crescita di modelli d’autore: dalle auto da corsa vincenti agli artisti internazionali. E, tutti, ma proprio tutti, di successo! Operazione di marketing studiata o no, certamente ieri sera Modena è diventata fortemente il marchio d’origine controllata di un personaggio dalla portata mondiale e che ha tenuto più volte a ribadire dove fossero ben collocate le sue radici. Non è un caso, evidentemente, ci si potrebbe chiedere dall’altra parte del globo, che tanti oggetti e personaggi di valore provengano da Modena e dintorni (effetto propagatore per altri noti fenomeni oriundi)…come mai proprio da lì? Come nelle favole – direbbe Vasco – cara Modena, si va al massimo!url

In un mestiere come il mio, lo sguardo dev’essere sempre desto

Autore: Raffaella Scorrano - del: 1 luglio 2017

In un mestiere come il mio, lo sguardo dev’essere sempre desto. Si dice che la creatività provenga da un particolare ingegno votato all’energia vivificatrice del pensare e del fare. Sì, ne sono convinto anch’io. Guardare, osservareRoberto De Donno, esaminare, indagare con attenzione per vedere, scoprire, comprendere. Io scruto la realtà, rovisto nei meandri del possibile e pure di ciò che potrebbe essere. Scrutare è un verbo tutto visivo, ma si badi a quanto diventa tattile. Da esso scaturisce un’azione meravigliosamente tattile, in quanto si traduce nell’atto di frugare all’interno di un mucchio di cose. Infatti, vado sempre alla ricerca di qualcosa, desidero osservare con quella sete di conoscenza che soddisfa il mio gusto, che allieta la mia vista, che appaga i miei sensi. Mi pongo come un marinaio che scruta il cielo per comprendere i segnali che predicono il sereno o la tempesta. Scruto i sentimenti, perché non posso tralasciare il tempo della comprensione. Scruto gli animi umani perché è da lì che nascono le azioni e da esse si generano le opere. Io campo di curiosità e questa mi consente di non stancare mai la mia creatività.


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