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GLI INDIGNATI FRANCESI ADOTTANO IL “CAFFE’ SOSPESO”

Autore: admin - del: 22 aprile 2013

caffe_sospeso_bassadef-554x420Pago due caffè. Uno per me, e l’altro per lo sconosciuto che passerà al bancone del bar e non potrebbe permetterselo. Una forma di generosità elegante, senza vanità per chi compie e senza obbligo di riconoscenza per chi la riceve, perché è  il barista che accetta di fare  da tramite.

Leggenda vuole che l’usanza sia nata a Napoli circa un secolo fa, anche se negli ultimi  decenni è stata tenuta in vita soprattutto dal racconto dei turisti, prima che il 10 dicembre del 2011 venisse istituita la “Giornata del caffè sospeso” con il sostegno del sindaco Luigi de Magistris.

Ora l’idea sta avendo una nuova fortuna in tutto il mondo. In Bulgaria circa 150 tra caffè, ristoranti e fast food si sono associati per incitare i clienti a offrire un caffè ed un panino ad un concittadino meno fortunato.

Il movimento degli indignati in Francia ha rilanciato la pratica sulla pagina Facebook ed i primi locali hanno iniziato ad aderire all’iniziativa.

Al Tam Tam cafè di Quèbec, in Canada, il gestore ha piazzato vicino alla cassa una lavagna con le scritte “caffè” “panino”, e aggiunge una croce ogni volta che iun cliente ne paga uno sospeso, per rendere le cosa facili.

Insomma ogni Paese declina il concetto secondo la propria tradizione culinaria.

Il caffè (o il panino o qualsiasi altro cibo) sospeso permette di compiere un piccolo gesto concreto di altruismo evitando il contatto con la miseria: spendo qualche euro contro la povertà, e non devo parlare al povero. Una forma di carità impersonale e distante, ma è proprio questo a farne un successo.

Leggi l’articolo completo su “Il Corriere  della sera” di Domenica 21 Aprile 2013

E’ UN PAESE L’ITALIA..CHE GOVERNANO LORO!

Autore: Antonio - del: 20 aprile 2013

viva_l_italiaLo diceva mio padre che c’aveva un lavoro!

Troppe volte in vita mia ho sentito le frasi “ sono stanco di essere italiano”, “questo paese fa schifo” “in Italia funziona cosi” “meglio non farsi operare” non andare all’ospedale”  eccetera eccetera! Beh per una volta vorrei sentir dire qualcuno “sono fiero”, “sono orgoglioso” di essere italiano, non soltanto quando vinciamo i mondiali, ma dopotutto questo lo chiamano il paese delle mezze verità, incastrato tra un domani che arriva ma che sembra in apnea ed i segni di ieri che non vanno più via, molti di noi vogliono creare un paese migliore, ma alla fine rinunciano, piano piano si arrendono, beh credo che sia giunto il momento di svegliarsi dopo un lunghissimo sonno, perché dopotutto l’Italia è un paese che si tuffa nel mare, è una vecchia canzone che vogliamo tornare a cantare!

Per il momento, buonanotte all’Italia!

Il marketing che vorrei! :) :) :)

CONTADINO CINESE COSTRUISCE AUTO……A VENTO!!!

Autore: Antonio - del: 18 aprile 2013

un-contadino-cinese-ha-inventato-lau6_thumbAltro che auto ad aria compressa!

Un contadino cinese ha realizzato un’auto che va a vento. Non solo: ha anche prestazioni di tutto rispetto, essendo in grado di raggiungere una velocità di quasi 140 km/h. Il Signor Tang Zhengping infatti, ha costruito il suo bolide in circa tre mesi di lavoro nel suo personalissimo garage: l’uomo ha raccontato di essere sempre stato appassionato di elettronica fin da quando era piccolo. Inoltre, l’energia eolica è in grande evoluzione in Cina tanto che nel 2011 è stato il paese che ha messo in operatività più turbine, investendo quasi 35 miliardi di euro.

Il veicolo inventato da Tang funziona a batteria ed è dotato di un generatore elettrico attivato da una ventola sul muso del veicolo, che viene fatta girare dal vento. Inoltre il veicolo è dotato di “ali ad energia solare” sul posteriore, che sono dotate di pannelli solari in grado anch’essi di ricaricare le batterie del veicolo. Questi sistemi permetterebbero di dovere ricorrere in misura limitata alla ricarica tramite la rete elettrica.

In periodi di crisi, la benzina aumenta ma il vento è gratis, almeno per ora !

Il marketing a portata di mouse! :) :) :)  

Proximity Marketing: lo strillone 2.0

Autore: admin - del: 17 aprile 2013

strillonePer proximity marketing (marketing di prossimità) si intendono tutte quelle tecniche atte a mettere in comunicazione il venditore, o comunque chi offre un servizio, con i potenziali clienti che si trovano nei paraggi.

Il commerciante che ha una bancarella al mercato e reclamizza i propri prodotti ai passanti, invitandoli a guardare la merce esposta, sta facendo del marketing di prossimità. Niente di nuovo direte voi. Sì, niente di nuovo, ma anche una strategia “vecchia” come questa può evolversi grazie alla tecnologia e diventare un importante strumento promozionale.

Sempre più spesso, infatti, capita di notare nei centri commerciali dei “totem” con schermi interattivi sui quali scorrono immagini o video pubblicitari, inoltre se colleghiamo il dispositivo bluetooth del cellulare, è possibile anche scaricare contenuti, promozioni o buoni sconto, in questo modo, invitando il passante a interagire direttamente, si cattura maggiormente la sua attenzione. Alcune attività commerciali, inoltre, inviano direttamente un messaggio multimediale a tutti i bluetooth attivi entro il raggio di azione, il cliente sa di essere in prossimità di un certo negozio e quindi, se interessato, può recarsi subito al punto vendita e magari usufruire dell’offerta appena ricevuta.

I costi per l’azienda che decide di investire in questa strategia sono irrisori, dovendo disporre solamente di un computer impostato per l’invio automatico, inoltre chi ha ricevuto il messaggio potrà condividerlo con i contatti della propria rubrica, favorendo un passaparola che genera altra pubblicità a costo zero. Esistono, ad esempio, dei locali che offrono un drink omaggio a tutti quelli che ricevono il messaggio, aggiungendo la possibilità di inoltrare l’invito agli amici.

Quest’ultimo tipo di strategia però non è ancora molto diffuso, sia perché sono poche le persone che lasciano il bluetooth attivo, sia perché è visto come invasivo, anche se bisogna precisare come la privacy sia comunque garantita, dato che il messaggio viene inviato ad un “utente” anonimo che, tra l’altro, rifiutando la ricezione bloccherà automaticamente anche eventuali invii successivi.

C’è però un altro metodo che sembra funzionare molto di più per avvicinare il cliente, cioè offrire una connessione wi-fi gratuita. Negli Stati Uniti è praticamente ovunque così, da noi è un po’ meno diffuso, probabilmente per procedure di registrazione ed accesso complesse, come la compilazione di moduli, la sottoscrizione di verifiche tramite sms o la consegna di un documento di identità.

 A tal proposito un’idea davvero innovativa è quella offerta da un’azienda friulana, la BlueMoz, che consiste nel fornire gratuitamente la connessione a tutti quelli che mettono un mi piace sulla pagina Facebook dell’azienda che ha attivato il servizio. In poche parole grazie al “like” appena inserito, si sblocca automaticamente la navigazione e per chi non fosse in possesso di un account Facebook, è possibile farlo anche tramite gli altri social network, come Twitter o Google+. Il vantaggio è facilmente intuibile: l’azienda è sicura di avere un potenziale cliente che conosce perfettamente dove è ubicato l’esercizio e mettendo il “mi piace” lo comunica anche ai propri contatti, una pubblicità davvero mirata rispetto alle generiche inserzioni, poiché coinvolge proprio chi passa di fronte all’attività commerciale.

Riciclando quindi in chiave 2.0 il concetto dello strillone del mercato, è possibile fare pubblicità spendendo davvero poco, insomma se i latini dicevano divide et impera adesso è il caso di dire condivide et impera.

Vito Lorusso


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