Per proximity marketing (marketing di prossimità) si intendono tutte quelle tecniche atte a mettere in comunicazione il venditore, o comunque chi offre un servizio, con i potenziali clienti che si trovano nei paraggi.
Il commerciante che ha una bancarella al mercato e reclamizza i propri prodotti ai passanti, invitandoli a guardare la merce esposta, sta facendo del marketing di prossimità. Niente di nuovo direte voi. Sì, niente di nuovo, ma anche una strategia “vecchia” come questa può evolversi grazie alla tecnologia e diventare un importante strumento promozionale.
Sempre più spesso, infatti, capita di notare nei centri commerciali dei “totem” con schermi interattivi sui quali scorrono immagini o video pubblicitari, inoltre se colleghiamo il dispositivo bluetooth del cellulare, è possibile anche scaricare contenuti, promozioni o buoni sconto, in questo modo, invitando il passante a interagire direttamente, si cattura maggiormente la sua attenzione. Alcune attività commerciali, inoltre, inviano direttamente un messaggio multimediale a tutti i bluetooth attivi entro il raggio di azione, il cliente sa di essere in prossimità di un certo negozio e quindi, se interessato, può recarsi subito al punto vendita e magari usufruire dell’offerta appena ricevuta.
I costi per l’azienda che decide di investire in questa strategia sono irrisori, dovendo disporre solamente di un computer impostato per l’invio automatico, inoltre chi ha ricevuto il messaggio potrà condividerlo con i contatti della propria rubrica, favorendo un passaparola che genera altra pubblicità a costo zero. Esistono, ad esempio, dei locali che offrono un drink omaggio a tutti quelli che ricevono il messaggio, aggiungendo la possibilità di inoltrare l’invito agli amici.
Quest’ultimo tipo di strategia però non è ancora molto diffuso, sia perché sono poche le persone che lasciano il bluetooth attivo, sia perché è visto come invasivo, anche se bisogna precisare come la privacy sia comunque garantita, dato che il messaggio viene inviato ad un “utente” anonimo che, tra l’altro, rifiutando la ricezione bloccherà automaticamente anche eventuali invii successivi.
C’è però un altro metodo che sembra funzionare molto di più per avvicinare il cliente, cioè offrire una connessione wi-fi gratuita. Negli Stati Uniti è praticamente ovunque così, da noi è un po’ meno diffuso, probabilmente per procedure di registrazione ed accesso complesse, come la compilazione di moduli, la sottoscrizione di verifiche tramite sms o la consegna di un documento di identità.
A tal proposito un’idea davvero innovativa è quella offerta da un’azienda friulana, la BlueMoz, che consiste nel fornire gratuitamente la connessione a tutti quelli che mettono un “mi piace” sulla pagina Facebook dell’azienda che ha attivato il servizio. In poche parole grazie al “like” appena inserito, si sblocca automaticamente la navigazione e per chi non fosse in possesso di un account Facebook, è possibile farlo anche tramite gli altri social network, come Twitter o Google+. Il vantaggio è facilmente intuibile: l’azienda è sicura di avere un potenziale cliente che conosce perfettamente dove è ubicato l’esercizio e mettendo il “mi piace” lo comunica anche ai propri contatti, una pubblicità davvero mirata rispetto alle generiche inserzioni, poiché coinvolge proprio chi passa di fronte all’attività commerciale.
Riciclando quindi in chiave 2.0 il concetto dello strillone del mercato, è possibile fare pubblicità spendendo davvero poco, insomma se i latini dicevano “divide et impera” adesso è il caso di dire “condivide et impera”.
Vito Lorusso