Cupcakes? No, T-shirt!
Benvenuti nel regno di Johnny Cupcakes, un universo dove nessun dettaglio è lasciato al caso. A partire dalla disposizione dei mobili fino alle confezioni regalo, tutto è disposto in modo da far pensare ad una bakery. Qui viene il bello: Johnny Cupcakes è il proprietario di una straordinaria catena di abbigliamento che vanta negozi in diverse parti del mondo.Gli espositori per i vestiti sono la vera ciliegina sulla torta, ma anche il resto è tutto da guardare. Una fila infinita di forni, freezer e di vetrine per dolci che occupano gran parte degli stores. Persino un bancone in legno, che contribuisce a creare un’atmosfera decisamente familiare.
Dietro a Johnny Cupcakes c’è un uomo normale, ma con una spiccata predisposizione al successo, Johnny Earle. Ogni sua iniziativa commerciale si rivela sempre sopra le righe. A partire dalla sua prima maglietta – venduta nel bagagliaio di un auto – per finire con il design dei suoi quattro negozi sparsi per il mondo. Basta entrare in uno dei negozi di Johnny per rendersi conto che il suo tocco di genio si ritrova ovunque. Il design è semplice, ma allo stesso tempo stravagante: unisce in modo inaspettato tecnologia, creatività ed un tocco di atmosfere vintage che fanno ripensare all’America degli altri tempi. Quella che da ragazzini si cercava delle serie tv. Entrare in uno dei suoi store vuole dire tornare bimbi per qualche minuto, lasciando vagare lo sguardo e la fantasia.
Il design, tuttavia, non è il solo punto forte dei store di Johnny. Il tocco finale, capace di dare colore e di strappare un sorriso a chiunque, entri sono i commessi. Tutti sistematicamente dotati di grembiule e mattarello. Questo permette ai clienti di vivere e godere una vera e propria esperienza emozionale. L’intento di Johnny è di permettere alle persone di giocare con i propri sensi e con le proprie emozioni, non solo di acquistare qualcosa.
Visualizza l’articolo originale su http://www.ninjamarketing.it/2012/01/31/johnny-cupcakes-la-pasticceria-che-sforna-magliette/
Università LUM ”Jean Monnet”
Corso di Marketing Internazionale a.a. 2011/2012
Allegra Lampedecchia allegrala@hotmail.it
Prof. Roberto De Donno roberto@dedonno.net
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Tre, pubblicità da cani
Non è piaciuto per niente il nuovo spot della 3 agli animalisti italiani. In tempo di crisi bisogna dare un taglio alle spese superflue, come ad esempio un cane, e dare assoluta priorità ad internet e gli strumenti che la compagnia telefonica mette a disposizione per accedere al ciberspazio. Questo il messaggio dello spot che sarebbe stato trasmesso in alcune radio.
Un’idea davvero originale che però ha fatto imbestialire gli animalisti di tutta Italia che hanno avuto modo di ascoltarlo in diretta. Il presidente di Aidaa, Lorenzo Croce, ha dichiarato l’intenzione di voler denunciare per istigazione all’abbandono dei cani la compagnia telefonica. I portavoce della compagnia telefonica hanno fatto sapere, tramite un comunicato stampa, che lo spot pubblicitario, attualmente sospeso, sarà modificato nei prossimi giorni.
Lo spot riportava una conversazione tra marito e moglie che per via della crisi erano costretti a fare il taglio su alcune spese di famiglia. Nulla di strano fin quando non si sente il cane abbaiare e il marito che dice alla moglie di eliminare anche Fuffy, preferendo la chiavetta d’internet.
Secondo i portavoce della 3 si sarebbe trattato solo di un messaggio ironico. Ma com’è possibile che nessuno della compagnia si sia reso conto delle assurdità e del messaggio negativo che avrebbero potuto inviare con una frase di questo genere? Fortunatamente la pubblicità è stata rimossa e la compagnia telefonica dovrà inventarsi qualcosa di speciale per recuperare la fiducia dei suoi utenti amici degli animali.
visualizza l’articolo completo su BlitzQuotidiano.it
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Francesco Giambersio francescogiambersio@gmail.com
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Grecia la crisi è dura, AAA affittasi Partenone
C’ è davvero bisogno di fare cassa ad Atene. In momenti di crisi come questo, con i temibili delegati della Troika (Ue, Bce e Fmi) a fare la voce grossa nei palazzi del potere, anche poche migliaia di euro possono fare la differenza, soprattutto se si tratta di difendere un patrimonio archeologico importante come quello greco. Da oggi sarà dunque possibile prendere in affitto gli scenari più suggestivi dell’antica Grecia, come il Partenone o il tempio di Delfi, per utilizzarli come sfondo di fotografie pubblicitarie o riprese cinematografiche.
Le tariffe, piuttosto accessibili, partiranno dai 1600€ giornalieri. I fondi serviranno a finanziare il bilancio, ormai ridotto all’osso, del Ministero della Cultura ellenico. Per via della crisi i fondi del dicastero sono stati tagliati del 30% e le rovine, a causa di stipendi non pagati agli addetti e poca manutenzione, rischiano di soccombere per incuria.
Si spera che una diffusione delle immagini dei monumenti possa dare nel mondo un’immagine più positiva del paese. Eppure la notizia ha suscitato lo sdegno degli archeologi greci. Il Partenone, nella sua storia plurimillenaria è stato concesso per delle riprese solo due volte: a F. F. Coppola e per “Le mie grasse, grosse vacanze greche” (My Life in ruins, 2009) sequel del successo “Il mio grasso, grosso matrimonio greco” con l’amatissima star ellenico-americana Nia Vardalos. Per provare a uscire dal vicolo buio della crisi la Grecia si rivolge al suo glorioso passato, e chi sa se Fidia e Pericle riusciranno a contribuire al salvataggio della loro amata Atene.
visualizza l’ articolo completo su: http://www.firstonline.info/a/2012/01/20/grecia-la-crisi-e-dura-aaa-affittasi-partenone/0c824759-248e-4b85-9458-5d0a3c4553e0
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Raffaello De Paola waffy88@hotmail.it
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BURGER KING AMPLIA IL SUO SERVIZIO CON LA CONSEGNA A DOMICILIO
Negli Stati Uniti, Burger King ha lanciato un nuovo servizio che amplia e modifica la propria natura di fast food, la consegna a domicilio. Il servizio è partito all’inizio del mese in alcune località statunitensi della Virginia e del Maryland e dal 23 gennaio, si è ampliato ad altri sedici punti vendita della catena.
Il portavoce di Burger King - Kristen Hauser – ha affermato che questo servizio è a vantaggio dell’intero paese e non ha affermato se i test saranno ampliati a tutti gli Stati Uniti. Il servizio è attivo dalle 11:00 alle 22:00, costa 2$ ed è disponibile solo per una spesa minima di 8$. Si possono fare ordinazioni via internet, o al telefono, si possono ordinare degli appositi menù a domicilio, come la confezione da 40 pepite di pollo, oppure ordinare bibite in bottiglia e combo panini. Frappè, bibite alla spina, caffè, frullati e cibi da colazione sono esclusi dal servizio. Il management ha affermato che verrano utilizzate delle attrezzature innovative per il trasporto, mezzi che inquinano poco e dotate di sacche che trattengono il calore, garantendo la freschezza.
Si tratta della prima volta che una catena di fast food di queste dimensioni – Burger King è la follower di McDonald’s – prova con la consegna a casa per i clienti. McDonald’s, per esempio, ha solamente due punti vendita a New York che fanno la consegna ai clienti business, ma ha affermato che non ha intenzione di espandere il servizio. Il massimo a cui si erano spinti sono i punti vendita drive in, dove è possibile prenotare e ritirare restando in auto.
http://www.ninjamarketing.it/2012/01/31/burger-king-sta-testando-le-consegne-a-domicilio/
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Luca Garramone lucagarra1983@libero.it
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