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Autore: Raffaella Scorrano - Primo piano - del: 19 luglio 2017

L’adozione di un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell’immaginazione; l’evocazione di immagini nitide, incisive, memorabili; una prospettiva ben delineata dell’obiettivo: questi sono in sintesi gli aspetti più salienti di un racconto che renda partecipe chi lo ascolti. Fondamentalmente, che si tratti di una narrazione scritta (avvalendosi delle più svariate forme di scrittura) o tramite immagini e video, ciò che conta è non essere banali. In effetti, la narrazione suscita risonanze, ossia tocca il mondo interiore elaborandolo attraverso pensieri e parole. Il racconto, utilizzato nella maniera migliore in ambito aziendale, viene più tecnicamente definito “storytelling”. Si vende qualcosa? Formalmente, no. Di fatto, si trasmettono emozioni. E sappiamo bene che attrarre l’attenzione del pubblico comporta il suscitare meraviglia, cioè desiderio di conoscere. Chi narra qualcosa su commissione deve, dunque, assumere la dimensione del fare, del saper fare e del far sapere. Far sapere significa generare una comunicazione spontanea, non da comunicato stampa. La storia si esplicita come una narrazione meravigliosa, che fa innamorare gli ascoltatori, che fa vedere, sentire ed assaporare ciò di cui si racconta. L’emozione coinvolge. L’autenticità conquista. La creatività si avvale delle più svariate forme di comunicazione. Le aziende diventano laboratori culturali, i committenti mecenati.

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Autore: Raffaella Scorrano - Primo piano - del: 18 luglio 2017

Quanto vale un sorriso? Non c’è prezzo. Quanto un sorriso determina la buona vendita di un prodotto? Moltissimo. Quanto sorridere è sinonimo di accoglienza? Sempre. Rispondere sorridendo: i gestori telefonici sollecitano i propri operatori a far “sentire” il sorriso all’interlocutore dall’altro capo del filo. Eh sì, perché un buon inizio segna sempre le premesse della continuazione. Questo è il tema dell’effetto pruriginoso della vendita. E pensate che non valga la pena? Bisogna saper mostrare al cliente: intanto la professionalità di saper coordinare la propria attività, poi la capacità di gestire anche le eventuali obiezioni, e non di meno la passione per il proprio lavoro in ogni circostanza. Il costellare la vendita del prodotto con la capacità di simpatizzare col cliente fa sì che questi se ne accorga e la prossima volta tornerà più soddisfatto, saprà apprezzare il posto e chi lo gestisce, praticamente potrebbe succedere anche che sopporti il caro prezzi. L’averlo accolto come si deve fa considerare la qualità nella sua complessità. Un proverbio zen recita così: “Che si trascorra la vita ridendo o piangendo, è sempre lunga uguale”. Vogliamo trarne le conclusioni?

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Autore: Raffaella Scorrano - Primo piano - del: 16 luglio 2017

Il costruire ha l’abitare come scopo. Non tutte le costruzioni sono case, ma rientrano nell’ambito del concetto di abitare. Esso non riguarda meramente l’alloggio presso il quale si svolge la vita privata, ma, in maniera più estesa, coinvolge ogni contesto dove si sviluppi la vita quotidiana e lavorativa. Sicché, l’abitare consiste nel fine che presiede ad ogni costruzione. In sostanza, l’abitare è il tratto fondamentale dell’essere di un determinato luogo. Ebbene, da ciò deriva che ogni città, prima ancora di apparire, è. Realizzare un brand ad hoc per ciascuna città, comporta, innanzitutto, la percezione dell’essenza del luogo. Essa è costituita in particolar modo dagli animi dei suoi abitanti: ecco perché i processi decisionali di una città dovrebbero tener conto del parere della sua popolazione. Essere costruttori significa esplicitare il “noi”, proprio di una cultura dello sviluppo, che consiste in una rivoluzione culturale, atta a delineare la precipua caratterizzazione del brand sulla base, non soltanto del sapere tecnologico e scientifico, ma anche e soprattutto di quello tradizionale così come si è stratificato nelle varie generazioni. Secondo una fenomenologia marketing della città, un brand veramente efficace saprà rendere esplicito lo spirito del luogo mantenendolo inalterato nel tempo. Per fare questo occorre studiare, ascoltare, osservare, eseguire un piano marketing, valutare la visione, instillare una prospettiva di futuro, costruire non distruggere. In ciò consiste quella particolare preservazione dell’abitazione, intesa come ragione di tutela e salvezza degli spazi che costituiscono il luogo.o-ZALIPIE-facebook

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Buona visione a tutti!

Autore: Raffaella Scorrano - Primo piano - del: 15 luglio 2017

È bellissimo essere visionari! Vi sono istanti in cui il corpo si illumina. Vi sono lampi che assomigliano alle idee. Dentro la mente fervida si propagano veri e propri luoghi distesi nella vastità della prospettiva della propria visione. Tutto vacilla nella leggerezza di un movimento che procede inesorabilmente verso la piacevolezza dell’esattezza della rappresentazione di sé. Si avvia un percorso che parte dall’immagine visiva fino a giungere all’espressione verbale. Nel proprio immaginario si svolge un film. La mente diventa il cinema sempre in funzione dentro se stessi senza mai cessare di proiettare immagini della più personale vita interiore. Da qui si apre lo scenario unico di una conoscenza che conduce altrove…ed è meraviglioso naufragare nella vastità delle proprie sensazioni…
Auguro a tutti una buona visione!Monet_Main

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