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IL TUO MESTIERE E’ UNA PASSIONE O UN LAVORO?

Autore: Antonio Cotardo - Editoriali, I miei articoli - del: 1 novembre 2015

downloadScoprilo qui..

Sei innamorato del tuo lavoro? O lo fai soltanto per portare il pane a casa?  Se la risposta è la prima sei destinato a grandi cose perché chi fai delle proprie passioni il lavoro dei suoi sogni proverà molta meno fatica rispetto a chi deve svolgere quel mestiere per vivere, anzi diciamo per soprav-vivere.

imagesCHE COSA E’ UN MESTIERE?

 “Ogni attività, di carattere prevalentemente manuale e appresa, in genere, con la pratica e il tirocinio, che si esercita quotidianamente a scopo di guadagno” dice la Treccani. Ma se il nostro mestiere fosse quello dei nostri sogni, se il nostro lavoro fosse esattamente quello che ci piace fare avete pensato che non sarebbe affatto un lavoro? Se a qualcuno di voi piace cantare e lo fa di professione, è difficile definirlo lavoro perché è la fusione tra un hobby e un’attività redditizia. A voi non piacerebbe?

99f216f5b4acac0362f2776e9dfba7caPOTETE FARCELA!

E’ inutile dirvi che tutti realizzeremo i nostri sogni perché nel corso della strada le variabili sono molteplici, ad esempio di certi sogni non si può campare perché se a qualcuno di noi piace gonfiare palloncini per far divertire i bambini bisognosi e sogna di fare il pagliaccio negli ospedali, difficilmente quell’attività sarà redditizia, considerando il fatto che in quel caso sarà visto per lo più come una passione in termini umanitari. In realtà il vero problema, la vera difficoltà è farvi cambiare il modo di affrontare le problematiche distruggendo quell’arrendevolezza di fondo che non vi fa nemmeno tentare di realizzare i vostri sogni. Se è il vostro sogno, lottate con le unghie e con i denti per realizzarlo, lasciate perdere chi non c’è l’ha fatta e vi da consigli in base al loro fallimento, prendete il meglio di ognuno e date il meglio di voi stessi, in questo modo eviterete il peggio, credete in voi stessi e nella vostra passione e un giorno la vostra passione diventerà il vostro lavoro, ma solo se lo vorrete davvero!

 

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Amatrice nel mondo – Amatrice in the world

Autore: Ilenia Tesoro - Primo piano - del: 28 ottobre 2015

Un Comune in “filosofia” De.Co. che crede in ciò che gli appartiene, difendendo e sviluppando le sue eccellenze, in questo caso l’Amatriciana. 

Io ci sono! Vi aspetto ad Amatrice!

Locandina jpg

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Vendesi libri senza cultura: il paradosso delle librerie

Autore: Ilenia Tesoro - Primo piano - del: 26 ottobre 2015

“Stiamo lavorando duro per arrivare al segno più nel mercato del libro. Ma lo stiamo facendo per lo più da soli. La lettura e il libro sono una priorità a parole: del resto quasi il 40% dei dirigenti italiani, politici e non, non legge – quasi 3 volte in più degli altri paesi – di cosa ci stupiamo?” attacca così Motta, presidente dell’Associazione Italiana Editori.

Ma il problema riguarda solo la pigrizia nel ebook-libri-tablet_706x578leggere, i cattivi esempi di persone di rilievo, o anche per la scarsa professionalità? Voi che ne pensate?

Probabilmente penserete che l’avvento della tecnologia, degli e-book, abbia notevolmente scartato l’idea dell’acquisto dei libri. Oppure, riconoscerete che negli anni il valore del libro è andato un po’ perso, a causa della frenesia della vita, non sia ha più il tempo di sedersi, annusare l’odore della carta e assaporare un buon libro. Ma non è tutto qui.

Stefano Paolo, in un articolo per il Corriere della Sera, espone un problema che non è da sottovalutare: “Qualche giorno fa in una libreria di catena milanese, un mio amico ha chiesto il nuovo saggio di Carlo Ginzburg, uno dei maggiori storici italiani. Titolo: Paura reverenza terrore, editore Adelphi. [...] Ebbene, con espressione sperduta la commessa chiede lo spelling dell’autore, battendo tempestivamente sul computer il nome: «Karl». «No, – ripete il mio amico ? Carlo Ginzburg, è italiano!». Risolto l’equivoco, si scopre che in negozio esistono (dovrebbero esistere) due copie del volume richiesto: la ragazza sparisce, ricompare a mani vuote dopo una decina di minuti, consulta un collega, che sparisce a sua volta. Passano ancora diversi minuti e l’uomo, riemerso visibilmente da un sottoscala in cui giacciono gli scatoloni mai aperti, mostra trionfante il libro. Altri aneddoti si potrebbero aggiungere alla casistica dell’irreperibilità di importanti titoli recenti e del malfunzionamento delle grandi librerie, che sommerse da centinaia di bestseller annunciati hanno perduto il senso delle gerarchie e soprattutto hanno sostituito i librai con venditori pressoché privi di competenza e di formazione culturale (per rimediare, c’è sempre un computer?).”
Il problema è questo: mancanza di professionalità. Qualità che, invece, la si trova nei centri commerciali, dove alla richiesta di delucidazioni riguardanti un elettrodomestico, i commessi rispondono prontamente in modo chiaro e preciso, con cifre e descrizioni tecniche assolutamente esplicative.
Da ciò nascono alcune domande: perché è ritenuta d’obbligo la competenza riguardante la vendita di un elettrodomestico e non lo è per la vendita di un libro? C’è un nesso tra la fuga dei clienti dalle librerie (verso gli acquisti online) e la progressiva trasformazione dei negozi di libri in surreali supermercati in cui nessuno sa dirti se c’è un libro ed eventualmente dove si trova?

Infine, perché ci si lamenta del fatto che i libri non vendono se non si fa niente per venderli?

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La nuova faccia del web marketing aziendale

Autore: Ilenia Tesoro - Primo piano - del: 22 ottobre 2015

Esiste un modo efficace per fare pubblicità sul web? E soprattutto in termini economici come possiamo ottimizzare la spese e massimizzare il profitto? Meglio una pubblicità tradizionale attraverso i banner oppure attraverso il web marketing 2.0? Scopriamolo!

Word Cloud "Social Marketing"

Viviamo in un periodo evolutivo nel modo di fare pubblicità sul web, ossia stiamo passando dall’era del web marketing on-line tradizionale, dove la pubblicità era fatta attraverso banner, e il nuovo modo di fare pubblicità, il web marketing 2.0, basato sui social network il quale ci apre le porte ad un nuovo modo di fare pubblicità interattivo.

Come mai sempre più aziende adottano le strategia del web marketing 2.0?

La motivazione principale che spinge l’azienda a cercare forme di pubblicità alternative è il costo, perché acquistare spazi pubblicitari su portali a visibilità nazionale ha costi elevati, e i risultati decisamente deludenti, specie se paragonati ai costi.
Questa strategia può funzionare se il prodotto è studiato per la massa e la concorrenza contenuta, ma invece se è di nicchia e la concorrenza elevata i risultati saranno piuttosto scarsi.

Perché non funziona?

Non fare un target della clientela e subire la concorrenza potrebbe essere completamente penalizzante. In pratica, se il prodotto è di nicchia, bisogna cercare di individuare il target di potenziali utenti interessati al suo utilizzo e di conseguenza mirare a fare pubblicità su portali specializzati.
Ma ancora non funziona, specie se la concorrenza è elevata. Già perché se la concorrenza è elevata, anche la domanda di acquisto di spazi pubblicitari lo sarà, e di conseguenza anche il singolo spazio avrà costi più alti.

Alla fine quando saremo arrivati ad avere il nostro spazio, quanti saranno gli utenti che cliccheranno sul banner? E quanti fra questi compreranno il nostro prodotto?

Cosa propone il web marketing 2.0?

Basandosi sui social network, permette di avere un filo diretto coi nostri potenziali clienti perché da loro la possibilità di effettuare delle azioni. Li rende parte attiva della nostra campagna pubblicitaria.
Aprire un profilo social ha costo zero. Il costo è unicamente in termini di tempo da parte nostra nel darci da fare a postare, a creare contenuti interessanti da pubblicare sul blog e condividere.
In questo modo riusciamo ad instaurare un dialogo con gli utenti. A loro volta se trovano interessanti i nostri contenuti li condivideranno coi loro contatti facendo pubblicità gratuita a noi stessi.

Vi siete convinti dell’efficacia di questo modo nuovo di fare pubblicità? Siete pronti a partire con la vostra campagna? Allora, COMINCIATE!

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