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5 modi per rinnovare il tuo email marketing

Autore: Ilenia Tesoro - Primo piano - del: 28 settembre 2015

Pensi che l’email marketing sia superato? Rimettiti al passo con i tempi e la tecnologia!

featuredimageMolti penseranno che sia una strategia di marketing superata e inutilizzata. Ma vi sorprenderà sapere con i giusti metodi, potrete svecchiare l’email marketing e riproporla adeguandola ai tempi e alla tecnologia. Vediamo in che modo.

STAY MOBILE

Se la tecnologia cresce e si evolve, la tua strategia non deve mai essere da meno. Lo smartphone è ormai il migliore amico di ogni professionista, ed è per questo motivo che diventa molto importante rendere chiaramente leggibile, attraverso tutti i device mobili, le tue mail. Non rendere agevole la lettura al tuo cliente, mentre sfoglia il suo giornale touch, può diventare controproducente per la tua strategia.

E’ perciò importante realizzare campagne pubblicitarie mobile friendly che siano in grado di essere leggibili nel migliore dei modi attraverso qualsiasi sistema operativo o piattaforma.

social-networksIL MONDO E’ SOCIAL

Arrendiamoci all’evidenza, la comunicazione è social. La presenza su tutte le piattaforme di social network è un must per qualsiasi attività, dalla più piccola alla più grande, dalla Apple al supermercato sottocasa.

Un cliente che vuole comunicarti, ha bisogno dei social per farsi sentire. E non solo: social media ed email marketing possono vivere insieme, eccome.
All’interno delle tue mail è importantissimo inserire sempre un riferimento alle pagine social, così potrai convertire i tuoi semplici lettori passivi in utenti attivi, interagendo attraverso Facebook, Instragram, Twitter, Linkedin, Google Plus e chi ne ha più ne metta.

L’hashtag, termine arcano e complicato per molti utenti, è un strumento efficace per potenziare i tuoi risultati e può essere importante per le tue future interazioni social. Non è altro come una specie di parola vuota, un contenitore nel quale ci mettiamo tutte le informazioni che vogliamo mostrare e foto. Ci creiamo un mondo, il nostro mondo. Potrai poi utilizzarlo per cercare le parole più frequenti e di successo, che saranno essenziali per le tue future campagne pubblicitarie, impara a usarlo più spesso. Aumenteranno notevolmente le tue interazioni.


OFFRI UN MOTIVO PER FARE CLICK

E’ importante stimolare il proprio pubblico, farlo reagire. Non offrirgli semplici informazioni, ma coinvolgilo.
Stuzzica la loro curiosità, oppure se hai l’obiettivo di sponsorizzare il tuo blog, offri ai tuoi lettori la possibilità di partecipare a un concorso, oppure offri loro un piccolo coupon scaricabile.

E’ importante avere un pubblico attivo e non passivo, perciò stimolalo e  in questo modo avrai più possibilità di ottenere una risposta positiva, in un clic.

AGGIORNA I TUOI INDIRIZZI EMAIL

Se invii costantemente migliaia di email a elenchi vecchi che non sono stati mai aggiornati da quanto ti sei lanciato in questo mercato, allora stai certo che non otterrai grandi risultati. Tieni sempre aggiornato al 100% il tuo elenco email altrimenti rischi di pubblicizzare il tuo business a vuoto.

CONOSCI IL TUO PUBBLICO

Le nostre forze strategiche devono essere indirizzate ad un solo  target. Studiali tutti, individuane uno e cerca di raggiungere un pubblico che sia realmente interessato al tuo business. Altrimenti rischieresti di spendere il tuo tempo, le tue energie e le tue risorse in una strategia improduttiva.

Sono piccole accortezze ma se applicate possono darti grandi risultati, anche con una strategia comunicativa che credevi fosse ormai obsoleta.

IL MONDO E’ SOCIAL. Non finirò mai di ripeterlo. Perciò tutto ciò che abbiamo utilizzato fino ad ora, mettiamolo in discussione e adeguiamolo a questi tempi così “social”.

fonte www.ninjamarketing.it

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REVIEW: Quanto conta l’opinione degli altri?

Autore: Ilenia Tesoro - Primo piano - del: 21 settembre 2015

capture-20130529-202918La metamorfosi che il mercato d’acquisto ha subito in questi ultimi anni è evidente agli occhi di qualsiasi studioso di marketing.
E’ chiaro ormai che l’opinione e il parere dei consumatori sono oggi un driver fondamentale quando facciamo delle scelte.  Ecco perché ogni buon marketer dovrebbe aggiornarsi sempre su i modi di garantire il proprio successo al prodotto attraverso le recensioni. Vediamo in che modo.

Le recensioni influenzano i clienti in maniera differente a seconda della categoria merceologa.
 In uno studio accademico, Jimenez e Mendoza, degli studiosi di marketing, hanno fatto la distinzione tra prodotti di ricerca, cioè prodotti descritti oggettivamente, e prodotti di esperienza, per cui una valutazione è difficile sia oggettiva.

Per la prima categoria di prodotti è stato dimostrato che la credibilità della recensione e il suo impatto sulle decisioni di acquisto è legato strettamente al grado di dettaglio della recensione, per la seconda invece influisce il grado di accordo tra la varie recensioni e la quantità di quelle che vanno nella stessa direzione.

E’ perciò importante capire a quale categoria si appartiene in modo da sfruttare al meglio i vantaggi ed evitare i trabocchetti che nascondono le recensioni.

PRO E CONTRO
Tra i pro che possiamo citare nel sistema delle recensioni, è sicuramente quello dell’attribuire maggiore qualità al prodotto. Se prima un marketer esperto poteva nascondere delle lacune facendo leva sulla sua posizione di forza, oggi con le recensioni è quasi impossibile. Perciò è più facile svelare la vera qualità del prodotto e darle più forza.

Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica. Spesso e volentieri ci si è imbattuti in recensioni false e in faide tra concorrenti. Aspetto rilevante che spesso ha fatto riflettere sull’attendibilità di alcuni dei più importanti portali di review.

Un altro aspetto controverso è che ciò che spinge un consumatore a scrivere una recensione riguardante il prodotto è a causa di un’esperienza molto positiva o molto negativa. Chi di noi non ha mai scritto una review perché era furibondo e irritato riguardo un servizio lento e caro o entusiasta per una piacevolissima e indimenticabile serata? Vie di mezzo non ce ne sono nel sistema delle review.

Tale tendenza porta ad avere un database di recensioni decisamente polarizzato, dove è difficile capire il vero valore dell’offerta.

Vediamo insieme qualche esempio di chi ha sfruttato bene e ne ha tratto un rilevante successo dal sistema recensionale.

AMAZON
Il retailer più potente al mondo che deve la sua fama alla ricchezze delle sue recensioni capaci, qualche anno fa, di togliere in italia il pregiudizio riguardante gli acquisti online.
Questo portale da la possibilità di filtrare i risultati attraverso la classifica delle valutazione. In più le recensioni danno specifici dettagli su i tempi dei prodotti venduti e le modalità di consegna.

UBER
Portale per i servizi di trasporto è solo uno degli esempi di startup che usano il sistema delle recensioni in modo funzionale. Al termine della corsa l’app di Uber di valutare il guidatore, in modo che i prossimi clienti possano rifiutare passaggi da guidatori poco esperti o spericolati.
Questo sistema di recensione è fondamentalmente utile a quelle startup che si interfacciano in marketplace, mettendo quindi in contatto domanda e offerta sul proprio portale o app.
Quindi visto che la prestazione finale (in questo caso la guida di Uber), ovvero la soddisfazione finale del cliente, non è direttamente collegata al portale, è perciò fondamentale organizzare un sistema di raiting per facilitare la scelta tra tutti i prestatori di servizio presenti e proiettare i clienti finali su ciò che risponde meglio alle loro esigenze.

In poche parole, se credi di poter offrire un prodotto di qualità e di essere in grado a soddisfare le esigenze dei tuoi clienti in maniera ottimale, è il momento di implementare un sistema di recensioni per dare un incremento e una svolta positiva al tuo business.

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Scegli i prodotti con il cervello!

Autore: Ilenia Tesoro - Primo piano - del: 14 settembre 2015

 

neuromarketing

Vi siete mai chiesti perchè scegliete un prodotto invece di un altro?
Per la qualità o per l’etichetta?
Il team di studio e ricerca del Neuromarketing Behavior and Brain Brain Lab dell’Università Iulm di Milano, ci spiegano come la confezione dei prodotti è progettata per essere selezionata dal nostro cervello, a prescindere dalla qualità del prodotto.
Al laboratorio coordinato dal professore Vincenzo Russo che studia da anni processi cognitivi, percettivi e di apprendimento in relazione ai comportamenti di consumo, il quale è anche membro del comitato EXPO2015, sono legati per l’elaborazione dati, il bioingegnere Luca Mainardi e il ricercatore Riccardo Barbieri del Politecnico di Milano.

Per capire la <<trama decisionale>> quando una persona è alle prese con la scelta di un prodotto si parte dallo studio dei segnali psicofisici, ma non sempre semplici da decifrare. «Un aumento del battito cardiaco non ci dice scientificamente che il consumatore è più attratto o meno da un prodotto – spiega Russo -. E inoltre la tecnologia di molti strumenti è spesso coperta da brevetto e dunque, non sapendo nei dettagli come lavora, non conosciamo davvero l’effettiva natura del dato che fornisce. Oggi tuttavia, grazie a macchine più sofisticate e a una più approfondita conoscenza dei processi psicofisiologici, siamo in grado di avere dati più certi sull’emozione provocata da uno stimolo comunicativo».

Dunque, lo scopo del laboratorio è quello di concretizzare dati che possano fornirci informazioni affidabili e ripetibili sulle nostre emozioni, ed è da qui che si può stabilire se un prodotto suscita piacere o felicità, sensazioni tristi o rabbia.

I primi esperimenti in questo campo sono stati condotti recentemente negli Usa. Un studio nel 2004 ha messo a confronto un campione di consumatori sia con la Coca-Cola sia con la Pepsi,  utilizzando una Risonanza magnetica funzionale: alcuni soggetti assaggiavano «alla cieca», senza conoscere il marchio, mentre altri, alla seconda valutazione, ne erano a conoscenza. I risultati?
Nel primo caso si attivavano le aree del cervello deputate all’analisi dei sapori e la Pepsi veniva giudicata migliore. Nel secondo, invece, in cui i soggetti conoscevano il contenuto – ovvero Coca-Cola – si attivavano sia le aree legate alla memoria sia altre correlate al piacere. Il motivo?

Se non conosciamo qualcosa, il cervello sviluppa solo le informazioni che ha a disposizione in quel momento, perciò non essendo distratto da altre informazioni, si concentra sul sapore. Se invece sappiamo che cosa stiamo assumendo, il cervello elabora tutte le informazioni legate alla sostanza riconosciuta, come ricordi ed emozioni.

Un altro test del laboratorio è stato presentato all’ultimo Vinitaly. Sono stati presi due campioni di persone, ed è risultata una reazione differente a seconda del background culturale. In quanto al primo gruppo è stata mostrata un’immagine del prodotto su sfondo naturale, un cielo azzurro si contrastava con il verde delle vigne.
Il secondo gruppo invece, composto da cinesi, veniva distratto dall’azzurro del cielo e disturbava il processo di memorizzazione del messaggio pubblicitario. Utilizzando invece, un cielo crepuscolare dal colore rosso e con venature dorate, richiamava alla loro mente i colori nazionali.

Facendo una breve analisi, la conclusione logica è che il modello decisionale è impregnato dalla dimensione affettiva. «Il modo di pensare e studiare il consumatore – osserva Russo – si fonda sempre più sulla consapevolezza che non siamo macchine pensanti che si emozionano: Siamo, al contrario, macchine emotive che pensano».

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Il tuo comune ha un Brand?

Autore: Ilenia Tesoro - Primo piano - del: 9 settembre 2015

20141209_amatriceOgni nazione ha un’identità che viene associata a degli stereotipi che più o meno condizionano l’economia. Parliamo di nazioni grandi, con identità ben precise che lo distinguono da tutto il resto del mondo.
A quale italiano non è mai capitato di essere associato al Paese degli spaghetti e la pizza. Oppure se pensiamo all’identità della Germania, macchine eccellenti e dallo stile inconfondibile.
Si, parliamo di identità forti e ben chiare.
Ma la grandezza non è tutto. Come in tutte le cose, va seguito l’esempio. Anche un piccolo comune può essere identificato per il brand.
Io per passione, mi occupo di marketing territoriale, e considero importante il fatto che ogni comune abbia un proprio brand, una propria identità territoriale.

Immaginate se tutti i comuni d’Italia avessero un brand, qualcosa da comunicare.
Ad esempio, Amatrice ha gli spaghetti all’amatriciana!
Maranello ha la Ferrari.
Alba ha il tartufo.
Mirabella Imbaccari ha il tombolo.
Como ha la seta.
Cantù ha il legno.

Il tuo comune ha un brand? Ha una forte identità?
Comunicaci il brand della tua città.

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