Marketing sensoriale
L’articolo di Francesca Carone, Gennaro Gadaleta, Antonella Morelli è risultato della riflessione sull’emozionalità dell’intagibile di un territorio che è emersa con forza durante la lezione sulle strategie comunicative dei luoghi. Il forte attaccamento alla “terra” si respira dalle loro parole che hanno un’appeal emozionale nel vissuto del gruppo.
Spesso ci capita, quando siamo lontani dalla nostra terra, di cercare odori, suoni, sapori a noi familiari.
È un bisogno inconscio che ci rende estranei ai luoghi che visitiamo.
Riuscire a trasmettere queste sensazioni, utilizzando gli strumenti del marketing, renderebbe il nostro territorio attraente agli occhi di chiunque.
La difficoltà è far percepire il profumo delle campagne in primavera, del nostro mare al tramonto, l’ “odore del sole” nelle ore pomeridiane, i suoni delle case, i giochi dei bambini, il bianco dei panni stesi.
Trasmettere del territorio soltanto aspetti legati al tangibile, è limitativo.
Legare il brand di un territorio alle emozioni che evoca significa far sentire ogni visitatore a casa.
Segnala questo articolo ad un amico
- 6 Commenti »
Il calcio: tra spinte globali e ritorni locali
Non poteva certo mancare, in questo nostro scenario competitivo, che evidenzia la labilità dei contorni nell’analisi dell’hic et nunc, una seria riflessione su quella che Dani Rodrik, professore di economia politica internazionale alla Kennedy School of Government dell’Università di Harvard, ha definito come miglior metafora “glocal” in riferimento… al calcio!
Un’incredibile, ma soprattutto esemplificativa, trattazione sulle connessioni esistenti tra “internazionalizzazione” dei calciatori (soprattutto africani) e le reali im-potenzialità di una squadra completamente “estera”. L’esempio è quello della Coppa d’Africa del 2008, svoltasi in Ghana tra gennaio e febbraio, che ha visto la vittoria dell’Egitto, squadra che, come afferma Rodrik, ” (…) ha saputo coniugare le opportunità della globalizzazione con solide basi interne”. “La ricetta – continua - consiste nello siluppare le competenze interne e i legami col resto del mondo“.
La posizione dell’economista avvalora un discorso globale incentrato su uno scenario condiviso per cui chi sopravvive in questo mercato, così come enfatizzato dalla teoria darwiniana, è solo il più preparato e il più intelligente, in grado di usare le “forze” attuali per gestire ed accrescere le proprie capacità interne.
Visualizza l’articolo di Dani Rodrik, Calcio, la miglior metafora glocal (trad. di Fabio Galimberti), su Il Sole 24 Ore del 16 marzo 2008, p.10.
Per un approfondimento sullo stesso tema, ti invito a leggere l’articolo di Francesco Bof, docente dell’Area public management and policy della Sda Bocconi, Il Barcellona dà un calcio all’esclusione sociale
e il commento Il Marketing Territoriale applicato al… calcio.
Segnala questo articolo ad un amico
- 2 Commenti »
Tu vo’ fa’ l’ammericano… e il Davide di Altamura sconfisse il Golia McDonald’s!
” … l’acqua, la cosa più comune, qui la vendono; ma il pane è buono veramente, tanto che il passeggero scaltro suole farsene provvista per il viaggio … ” (Orazio)
L’episodio ha fatto il giro del mondo e Altamura, piccola cittadina a poco più di 40 km da Bari e a 19 km da Matera, quasi al confine della Puglia con la Basilicata, è salita alla ribalta delle cronoche internazionali e “no global” proprio per la sfida che un panettiere locale ha lanciato al “gigante dei giganti” McDonald’s.
Un panettiere (Luca Digesù), grazie all’aiuto e alla collaborazione di Onofrio Pepe (presidente dell’associazione degli Amici del fungo cardoncello, costituita per tutelare la cultura alimentare locale), decise di aprire una focacceria proprio vicino al Gigante del fast food. E dopo un anno di “concorrenza”, a suon di impasto di farina di grano, olio, sale e lievito, Mister Mc e il suo hamburger capitolarono!
Ma questo avveniva nel 2001… ed oggi la storia diventa quasi leggenda con il docufiction “Tu vo’ fa’ l’ammericano” diretto dal regista Nico Cirasola e prodotto da Gianluca Arcopinto e Alessandro contessa per Pablo Bunker Lab, con il supporto della Regione Puglia, della Apulia Film Commission e con la collaborazione di Slow Food (sito internet http://www.focacciablues.it).
Interpreti del film: Tiziana Schiavarelli, Dante Marmone, Luca Cirasola con la partecipazione straordinaria di Renzo Arbore, Lino Banfi, Michele Placido, Nichi Vendola, Eric Jozsef ed ed Onofrio Pepe.
La pellicola è ancora in lavorazione ma già è possibile visionarne il trailer (già presentato alla BIT di Milano) su Repubblica TV: http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=10138.
Una piccola grande storia che vede la vittoria schiacciante di una cultura, quella enogastronomica, radicata nella quotidianità di un Sud dove il “mangiar bene e il mangiar sano” sono i must di riferimento anche per le nuove generazioni.
Per approfondimenti si vedano gli articoli su:
Corriere del Mezzogiorno, Ciak si gira, recita Vendola. Fa l’attore per Cirasola di Rosanna Lampugnani del 17 novembre 2007
Corriere della Sera, Arbore no global. «Focaccia Blues», storia del fornaio che ha sconfitto il colosso Usa di Valerio Cappelli del 12 novembre 2007
Il Giornale, Focaccia Blues. Sarà film la storia del panettiere che ha sconfitto McDonald’s di Giuseppe Salvaggiulo del 4 ottobre 2007
Repubblica, Così il panettiere sconfisse McDonald’s. E la storia (vera) adesso diventa film di Claudia Morgoglione del 22 maggio 2007
The New York Times, The Bread Is Famously Good, but It Killed McDonald’s di Ian Fisher del 12 gennaio 2006
Panorama, Ma che hamburger, è meglio il cardoncello di Giovanni Fasanella del 28 novembre 2005
Segnala questo articolo ad un amico
- 7 Commenti »
Largo al Distretto della Comunicazione!
Fare della Puglia un polo di eccellenza della creatività, richiamare a casa “cervelli e fantasie” in fuga, strutturare in filiera le aziende del settore, contribuire in maniera determinante al nuovo sviluppo regionale. Per tutto questo, nasce il Distretto Produttivo della Comunicazione di Puglia, il primo e l’unico in Italia.
In questi giorni la Regione decide del suo riconoscimento ufficiale.
Fai in modo che l’esito sia positivo e partecipa anche tu alla campagna di opinione on line a sostegno del Distretto.
Clikka su questo link per aderire e invita altre persone a fare altrettanto.
Segnala questo articolo ad un amico
- 2 Commenti »









