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CONVEGNO INTERNAZIONALE: COMPARAZIONE FRA GLI ORDINAMENTI GIURIDICI ITALIA – UK

Autore: admin - Primo piano - del: 27 settembre 2010

Nell’ambito delle attività connesse allo sviluppo imprenditoriale e al processo di internazionalizzazione, sempre più necessario per far fronte alle sfide imposte dalla competizione globale, MITO organizza un interessante momento di confronto, studio, relazioni dedicato all’impresa ed ai “professionisti d’affari”. 

Avvocati e giuristi d’impresa sono chiamati in causa al fianco degli imprenditori e dei loro responsabili di strategie di sviluppo, per partecipare al meeting che si svolgerà il 15 ottobre 2010 presso la sede dell’Università LUM Jean Monnet

Partner dell’evento è la BILA – British Italian Law Association – con cui esperti del mondo accademico e professionale tratteranno gli argomenti previsti dal programma.

Il convegno si articola in due sessioni. La mattina vede la presenza di autorevoli esperti che si confronteranno sui due modelli e sulle regole fondamentali caratterizzanti i due ordinamenti. Il pomeriggio vedrà svolgersi un incontro più tecnico, con approfondimenti sui temi del contrattuale-societario e del marketing per gli studi professionali, tematica di particolare attualità e utile a far comprendere ai “professionisti d’affari” come pianificare il loro sviluppo sul mercato alla luce dei rapporti internazionali sempre più necessari.

Per visualizzare  il programma del convegno  clicca su www.mito.org.uk

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“Social Network & Bermuda”

Autore: admin - Primo piano - del: 26 settembre 2010

E’ stato pubblicato in questi giorni  “Social Network & Bermuda”, libro-intervista di Onofrio Scoppio, libero professionista, consulete e formatore manageriale di Bari.

Il libro si divide in due parti. Nella prima, abbiamo una lunga e approfondita intervista con i fondatori di Proforma. E’ l’Agenzia di Comunicazione Multimediale barese che ha curato in questi anni fra gli altri le campagne per Nichi Vendola, Michele Emiliano e molti altri esponenti del centro-sinistra.

In questa intervista si dipana la storia di un gruppo di creativi poco attenti alla forma e molto alla sostanza. I “Bermuda” del titolo fanno riferimento al loro stile “unconventional” di abbigliamento e di vita. Vengono rivelati molti interessanti retroscena su come nascono e si sviluppano le campagne di comunicazione dei big pugliesi del centro-sinistra. Fra i protagonisti dell’intervista, Dino Amenduni. E’ la persona che a soli 26 anni cura la presenza di Nichi Vendola su Facebook e Twitter. Grazie al suo lavoro, il candidato alle primarie del centro-sinistra è diventato una case-history. Il politico n° 1 in Italia e fra i primi in Europa come presenza sui Social Network. Nella seconda parte del volume svolgo un’analisi strategica su tre temi:

- Che impatto avranno i Social Network sull’economia e sul mercato del lavoro?

- Quali possibili strategie di comunicazione può adottare il centro-sinistra?

- Su quali direttrici di sviluppo si può fondare la crescita della Puglia (e dell’Italia)?

E’ un libro costruito secondo la logica digitale e multisensoriale….…ricco di foto, siti web, link e citazioni.

Nella logica “Social”, non lo troverete  nelle librerie! Potete leggerlo e scaricarlo gratuitamente sulla più importante piattaforma mondiale di condivisione di contenuti manageriali cliccando sul link qui di seguito:  www.slideshare.net

Buona lettura!

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L’ITALIA SENZA FORMAZIONE E’ SENZA FUTURO

Autore: admin - Editoriali - del: 24 settembre 2010

Ci stiamo abituando a qualsiasi notizia che descrive l’Italia come un paese lento e indolente a recepire qualsiasi slancio innovativo nell’ambito della ricerca e della formazione.

Tant’è che nonostante i risultati emersi da alcune ricerche internazionali nessuno si pronuncia o si indigna pubblicamente, quasi fossimo un po’ tutti assuefatti dai numeri e dalle tabelle, spesso negative, che ci giungono dalle organizzazioni internazionali. 

L’OCSE colloca il nostro paese in fondo alla classifica per ciò che riguarda la percentuale del Pil destinata all’istruzione: il 4,5% contro una media del 5,7% degli altri paesi. Solo il 9% della spesa pubblica totale è destinato alla scuola contro una media Ocse del 13,3%.

 La rivista inglese World University Rankings del Times Higher Education sulle università mondiali è umiliante: nessuna università italiana rientra tra i primi 200 atenei più importanti del mondo.

Bisogna scorrere la classifica della QS World University Rankings 2010, per trovare qualche ateneo italiano: ne troviamo 15 tra le prime 500 università al mondo. Al 176° posto troviamo l’università di Bologna e al 190° posto La Sapienza di Roma.

Emerge una “fotografia” triste sul piano dell’istruzione e della formazione.

Un’Italia senza futuro, senza slancio e forse destinata anche culturalmente a morire.

Roberto De Donno

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Un anno off: prendersi una pausa

Autore: admin - Primo piano - del: 21 settembre 2010

Dopo il liceo o dopo la laurea: complice la crisi, si parte. Per vedere altri mondi (e migliorare il curriculum).

«Cosa penso di un curriculum dove tra le referenze c’è un gap year? Tutto il bene possibile». Mario D’Ambrosio, presidente dell’Associazione italiana per la direzione del personale, non ha dubbi. Il «gap-year» o «anno off», vale a dire l’anno di pausa (itinerante) prima della scelta dell’università o dell’ingresso nel mondo del lavoro, è un punto in più. Invece della corsa affannata verso la conquista del posto di lavoro, più o meno sicuro, meglio un percorso ponderato, talvolta con una sosta di riflessione. Quello che da sempre accade nei paesi anglosassoni, dove i 18 anni coincidono con un viaggio che arricchirà il patrimonio culturale e umano, ora si fa strada anche in Italia. L’incertezza sul percorso di studi da seguire e le scarse prospettive di impiego hanno trasformato il vecchio momento di «crisi», visto finora come una perdita di tempo, in un’opportunità. «Il gap-year ora è un’occasione per fare luce sui progetti futuri», ha commentato sul British Sunday la presidente dell’Ucas (il servizio britannico di ammissioni delle università) Mary Curnock Cook. Se da una parte sopravvive il mito dell’anno sabbatico del divertimento, come riferisce il Guardian che liquida il gap-year come una faccenda da ragazzini tra «sole, spiaggia e sangria», dall’altra si affaccia la voglia di «capitalizzare». A prescindere dall’età.

Visualizza l’articolo completo “Un anno off. Prendersi una pausa” su www.CorrieredellaSera.it

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