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Vivere in una casa con le vetrate. Tanta luce e risparmio energetico del 30%

Autore: admin - Primo piano - del: 6 dicembre 2010

Se qualcuno pensa che la casa, anzi, le case del futuro saranno abitate da robot e da gelidi mobili-semoventi, si sbaglia. Il mercato, e non solo quello italiano, chiede ben altro: una casa con un ragionevole comfort tecnologico legato alla domotica – che non spaventa più nessuno e che incide sui costi del nuovo al di sotto dell’1% – oltre al rispetto dell’ambiente e del budget familiare grazie al risparmio energetico, almeno del 20-30 %. Potrebbe affermarsi sul mercato  il nuovo rapporto voluto dagli architetti di nuova generazione tra verde esterno e spazi interni. Come con la serra bioclimatica progettata da Open building research a Milanofiori, con grandi vetrate sotto il cui bordo il prato verde “entra” discreto e accattivante. Serre bioclimatiche come quelle della villa ad Aosta di Eddy Cretaz vengono sempre più utilizzate perché termoregolanti in tutte le stagioni. Insieme a questa soluzione in parallelo è prevista l’adozione di pannelli fotovoltaici.

Per chi desidera avere un contatto “estremo” con la natura, e può permettersi di farlo, la villa siciliana progettata da Elena Arcidiacono suggerisce molte soluzioni dagli ampi lucernari al percorso meditativo per arrivare alla piscina, alle grandi aperture per lasciar entrare il paesaggio. Per trasformare un soggiorno in un ambiente d’atmosfera, smaterializzato, ecco la luce come suggerisce Studio74 che ha inserito in negozio una struttura interamente luminosa copiabile anche in casa con una struttura, un mobile, delle mensole e anche poltrone luminose in vendita. Anche l’acqua, infine, come suggerisce lo studio Baroncini, Campisi, Zanirato, tradotta in un sipario liquido può cambiare completamente un banale spazio esterno che diventa elemento caratterizzante e catalizzatore.

L’appuntamento. Sabato 11 dicembre dalle 14 alle 21 si svolgerà l’evento «Un caffè con l’architetto», nel corso del quale giovani professionisti milanesi forniranno ai cittadini le informazioni necessarie a sviluppare un qualificato progetto per la propria abitazione, dall’arredo alle murature, dagli aspetti energetici a quelli urbanistici.

Visualizza l’articolo completo  link

Università LUM “Jean Monnet”

Corso di International Marketing a.a. 2010/2011

Logrieco Mariadelia   mariadelia.l@hotmail.com

Prof. Roberto De Donno   roberto@dedonno.net

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Tutti per uno, uno per tutti!

Autore: admin - Primo piano - del: 6 dicembre 2010

La cooperazione tra imprese, attraverso l’attivazione di forme di networking, di reti fornitori-cliente, di distretti industriali e tecnologici, di associazioni e consorzi, è la risposta ottimale che l’impresa può dare per competere in uno scenario di incertezza e instabilità.

E’ ormai noto il valore che ha l’utilizzo di servizi comuni, nell’attivazione di sinergie, nella circolazione di conoscenza e di competenze e quindi nella capacità complessiva di innovare e di stare sul mercato.

La rete, o network, è costituita da un insieme di imprese, coordinate con modalità formali o informali, storicamente caratterizzate da una vocazione specialistica settoriale e/o territoriale.

Il concetto di network ha acquisito visibilità all’inizio degli anni ‘80 a fronte della globalizzazione del mercato, dei radicali cambiamenti delle tecnologie, dei mutamenti nella divisione internazionale della produzione, che hanno comportato una ristrutturazione drastica delle imprese.

Questo processo si è manifestato con una concentrazione delle attività nei settori “core” e con l’esternalizzazione delle altre attività dell’impresa, semplificando l’organizzazione e la gestione gerarchica.

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Università Lum Jean Monnet

Corso di marketing internazionale a.a. 2010/2011

Di Michele Pucci, michelepucci@hotmail.it

Prof. Roberto De Donno

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Popolo di “golosoni” il gelato non si tocca

Autore: admin - Primo piano - del: 6 dicembre 2010

Un piccolo bene di lusso che non è stato intaccato dalla crisi. Italiani? Popolo di golosoni. Come dire in tempi di crisi: toglietemi tutto, ma non il mio gelato. Un piccolo lusso al quale proprio non si rinuncia. Tra le nuove tendenze dell’attuale mercato, segnato da recenti difficoltà economiche dovute alla crisi finanziaria, una delle più evidenti è quella del lusso accessibile che condiziona, in modo apparentemente irrazionale, il comportamento del consumatore. Disposto a spendere cifre considerevoli per determinati beni ritenuti importanti a livello emotivo, va alla ricerca dell’affare.Il consumatore medio non riesce più a restare dentro i confini del proprio segmento comportandosi in modo atipico nell’approccio all’acquisto e con motivazioni completamente differenti. Consumatori così, sono sempre più numerosi e sono disposti a sovrainvestire in prodotti dai superiori benefici funzionali ed emotivi. Dall’altra parte, le aziende alle prese con consumatori esigenti, hanno già iniziato un percorso di marketing innovativo, ottenendo successo e utili.

Per questo motivo, le aziende del settore alimentare concentrano strategicamente i nuovi lanci puntando al segmento premium e proponendo il gelato come prodotto da gustare durante tutto l’anno. A confermarlo sono i dati elaborati della società di ricerche Mintel Global Market Navigator, che rivela che a livello globale le linee di fascia più alta hanno pesato per il 9% nei lanci di prodotti a base di gelato negli ultimi sei mesi, rispetto al 4% di lanci di prodotti di fascia più economica.

Per visualizzare l’articolo completo : http://www.gazeco.it/consumi-e-stili-di-vita/657-popolo-di-golosoni-il-gelato-non-si-tocca

Università Lum Jean Monnet

Corso di Marketing Internazionale

Mariangela Carelli : marybez@hotmail.it

Roberto De Donno : roberto@dedonno.net

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Gli italiani preferiscono i low cost

Autore: admin - Primo piano - del: 6 dicembre 2010

Gli italiani preferiscono gli scali piccoli, i vettori low-cost e sono poco sciovinisti. Mentre in Spagna i controllori di volo scioperano in tutti gli aeroporti, paralizzando il Paese per “il puente de la Inmacolada Concepciòn”, gli italiani hanno meno problemi di traffico aereo (a parte qualche scalo alle prese con il ghiaccio) e si riscoprono “localisti” e sempre più attenti al portafogli.

E’ l’istantanea scattata dall’Istat (incrociando dati provenienti dalle società di gestione aeroportuale e dall’Enac) relativa al traffico aereo nel 2009. Che certifica un trend ormai poco congiunturale: gli italiani volano sempre meno con le compagnie aeree nazionali .

E ancora: le compagnie commerciali sul mercato italiano perdono in un solo anno otto milioni di passeggeriproducendo invece un incremento di traffico pari a 4,8 milioni per le low cost. In dati assoluti il calo dei passeggeri per i vettori italiani è pari a 10,7 milioni negli ultimi tre anni.

Dati negativi, a cascata, anche per tutti i principali scali nazionali: Milano Linate, Malpensa, Verona Villafranca, Roma Fiumicino, Napoli Capodichino. A sorpresa, però, si rilanciano i piccoli scali di provincia trainati dai vettori low cost: Bergamo Orio al Serio, Bologna- Borgo Panigale, Trapani- Birgi. E anche i ricchi piangono. Soprattutto se la contrazione dei voli charter è in realtà un’emorragia: meno 11,8% per il traffico nazionale, meno 14,7% per l’internazionale. La causa? La crisi economica, che ha comportato una diminuzione del numero di movimenti di aeromobili pari al 10,1%. Consoliamoci con “beghe” dei nostri vicini spagnoli: loro sono rimasti a terra davvero. Anche se solo per il ponte.

Articolo di F. Savelli

Per visualizzare l’articolo intero corrieredellasera

Università LUM, Jean Monnet

Corso di International Marketing a.a. 2010/2011

Catiana Susca catiana@hotmail.it

Prof. RobertoDe Donno roberto@dedonno.net

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